La scrittura

LA SCRITTURA

QUANDO LA SCRITTURA DIVENTA DIFFICILE

Da quando mi sono ammalato di morbo di Parkinson scrivo con caratteri così piccoli che le parole si leggono con fatica.

Scrivere comporta la coordinazione di molti muscoli.
Questa capacità motoria fine si sviluppa completamente all’età di circa 15 anni.
Con l’invecchiamento si ha una diminuzione dell’abilità motoria e, conseguentemente, cambia il tipo di scrittura.
Questo accade più presto ed in modo più marcato quando si verifica una perdita delle cellule nervose che producono dopamina, responsabili della coordinazione muscolare.
La scrittura si modifica con la malattia di Parkinson.
Nel malato parkinsoniano, infatti, a causa del rallentamento dei movimenti e di una minore destrezza manuale, si manifestano delle caratteristiche modificazioni nella scrittura che generalmente si presentano nel corso della malattia ma spesso già all’esordio.
Non c’è nessun paziente parkinsoniano, non importa di che età, che non abbia problemi di scrittura.
Il paziente inizia a scrivere normalmente, da sinistra verso destra, e mano a mano che scrive tende a tracciare le lettere alfabetiche con caratteri che si rimpiccioliscono sempre di più, tanto che le ultime parole hanno dimensioni più piccole rispetto alle altre.
Spesso i pazienti non riescono a scrivere mantenendo la stessa riga e le parole non sono poi ben allineate.
Soprattutto quando c’è un leggero tremore della mano, la scrittura diviene piena di sgorbi ed è spesso illeggibile.
La difficoltà di scrittura è un handicap piuttosto serio.
Le persone più disturbate dai cambiamenti della scrittura, sono quelle che nella loro vita erano abituate a scrivere bene e molto.
Con adeguati esercizi però si può evitare che la scrittura diventi illeggibile.
Non è importante mantenere una bella calligrafia, è importante che questa sia leggibile.
Si consiglia ai pazienti di mettersi a scrivere nei momenti che ritengono più opportuni:
“Tranquillità, sedersi al tavolino rilassati ed avere a disposizione il materiale adatto semplifica le cose”.
Per migliorare l’abilità di scrittura è opportuno:
– sedersi in modo eretto;
– regolare l’altezza della sedia e del tavolino alla propria statura;
– utilizzare penne piuttosto pesanti, con una grossa impugnatura che sono maggiormente maneggevoli, specialmente nei casi di tremore;
– prima di iniziare a scrivere rilassare il polso;
– mettere un tappetino di gomma sotto il foglio di carta per evitare che scivoli;
– si consiglia di utilizzare della carta rigata che aiuta a scrivere meglio. Nei centri di riabilitazione viene anche utilizzata della carta con le righe che si allargano un po’ verso la fine del foglio per contrastare la tendenza del paziente a rimpicciolire le dimensioni delle ultime parole;
– per rendere la scrittura più chiara e comprensibile, si può scrivere ogni lettera alfabetica singolarmente, senza legarle oppure in stampatello. I caratteri stampatello, oltre a presentare una buona leggibilità, sono particolarmente semplici da scrivere grazie alla loro forma essenzialmente geometrica;
– è necessario rilassare regolarmente la mano, stenderla e scuoterla;
– piccole pause vanno bene. Non troppo lunghe, però, mezzo minuto ogni volta.
Il paziente parkinsoniano che si impegna negli esercizi di scrittura ha di regola buoni risultati.
Chi si esercita regolarmente non scrive più in fretta, ma scrive in maniera più leggibile.
Il malato, infatti, non deve preoccuparsi della bella calligrafia ma che questa sia leggibile.

Gli esercizi di scrittura possono aiutare il paziente a scrivere di nuovo i propri appunti, la lista della spesa,
i numeri di telefono, gli auguri di compleanno…

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