AUTONOMI IN CASA
Da tempo ormai un nuovo vocabolo è entrato nell’uso comune e quindi anche nel dizionario: domotica, un termine clonato ad hoc, che mischia il vecchio con il nuovo, il termine latino per indicare la casa (domus) e le tecnologie più avanzate (informatics) per il controllo elettronico dell’ambiente abitativo.
In pratica, si tratta di sistemi automatizzati che fanno capo ad una centralina computerizzata e che attraverso pannelli di interfaccia con l’utente, di semplice utilizzo, permettono di controllare tutti i dispositivi elettronici e meccanici di una casa. Il concetto è quello del minimo sforzo con il massimo risultato: soltanto premendo un tasto o toccando lo schermo di un touchpad, si possono eseguire piccole operazioni, come accendere la luce o chiudere le tapparelle, senza alzarsi dalla propria poltrona o senza spostarsi dal calduccio della propria casa, quando si tratta di controllare dispositivi esterni. Il tutto con comandi e interfacce molto semplici, di facile comprensione e utilizzo, con collegamenti e dispositivi completamente nascosti alla vista e con la possibilità di controllare il sistema da lontano (“remoto”) e senza fili. La domotica è uno strumento che può risultare davvero utile per coloro i quali non hanno piena autonomia nei movimenti, come gli anziani, le persone diversamente abili, gli infortunati temporanei poiché migliora il loro grado di autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane permettendo di recuperare l’indipendenza a livello comunicativo, motorio, intellettuale.
L’automazione della casa, attraverso il controllo dei dispositivi domestici, può inoltre essere agevolmente integrata con sistemi di tele-assistenza, tele-soccorso, tele-monitoraggio, tele-medicina per consentire alla persona di comunicare agevolmente e in maniera costante, non solo con i famigliari lontani dalla propria abitazione, ma anche con il proprio medico o con le strutture sanitarie più vicine.
La cosiddetta “Casa Intelligente” può quindi facilitare la persona con disabilità nelle attività quotidiane da svolgere all’interno dell’abitazione (attivazione elettrodomestici o altri dispositivi in uso, utilizzo e gestione dell’impianto di riscaldamento e dell’impianto di allarme, ecc.) ma i sistemi di domotica possono essere di rilevante importanza per l’utilizzo di servizi di utilità ge-nerale, come il controllo dell’home banking, l’accesso a servizi informativi o addirittura gli acquisti online tramite il tele-shopping.
Cosa si può controllare con un sistema domotico
Un sistema domotico può possedere diversi livelli di complessità, può infatti controllare un gran numero di dispositivi e meccanismi, tra i quali:
– accensione, spegnimento e regolazione dei dispositivi di illuminazione. Per tutti i punti luce di una casa, è possibile accendere, spegnere e regolare l’intensità di lampade, faretti, lampadari in qualunque punto della casa anche a distanza;
– accensione, spegnimento e regolazione degli impianti di riscaldamento, condizionamento e deumidificazione nelle diverse stanze della casa;
– accensione e spegnimento di impianti televisivi, hi-fi e sistemi di diffusione sonora;
– apertura e chiusura delle tapparelle delle finestre, delle tende, delle porte e dei cancelli;
– comando e controllo di elettrodomestici;
– comando e controllo di sistemi di allarme, di antifurto;
– sistema di videocitofonia, per vedere e per rispondere al citofono rimanendo seduti in poltrona, osservando chi suona alla porta sullo schermo del pc o sulla tv del salotto;
– gestione della sicurezza ambientale (fughe di gas, acqua, ecc.);
– impianti audio-video della casa: stereo, relative casse anche multiroom, schermi, televisori, decoder, recorder, etc;
– sistema di irrigazione del giardino, da programmare e regolare come si desidera.
Per funzionare bene, la domotica ha bisogno di un elemento fondamentale: l’integrazione.
Si ha integrazione quando vari sistemi e dispositivi comunicano tra loro.
Nel progettare e installare un impianto di domotica, è necessario che l’integrazione tra vari sistemi funzioni alla perfezione, in modo che semplici comandi si trasformino in un insieme di azioni che facilitano la comodità e la vita in casa.
Ad esempio, l’azione “uscire di casa”, che potrebbe corrispondere a un comando del pannello di interfaccia con l’utente, può comprendere diverse altre azioni, correlate tra loro e simultanee, come spegnere le luci, abbassare le tapparelle, inserire l’allarme, abbassare il riscaldamento, spegnere i dispositivi elettronici della casa, aprire e poi chiudere garage e cancello in giardino, etc.
Vantaggi della domotica
La domotica può fornire vantaggi favolosi per le persone cosiddette “normali” e necessari per le persone diversamente abili, poiché riduce gli ostacoli ai movimenti e alle attività. Tra questi vantaggi:
– la comodità di compiere molte operazioni soltanto con un comando, dato anche a distanza, in qualunque punto della casa;
– la sicurezza;
– attivare e controllare sistemi di videosorveglianza e di anti-effrazione;
– controllare da lontano le persone sole rimaste in casa (anziani, bambini, disabili, etc);
– tenere sotto controllo situazioni di pericolo come fuoriuscite di gas o allagamenti, tramite segnalazioni di avvertimento, eventualmente anche inviate a postazioni esterne alla casa, come le abitazioni di amici o parenti o la stazione di polizia più vicina;
– risparmio energetico;
– spegnere luci e dispositivi elettronici quando non servono;
– regolare automaticamente la temperatura abbassando il riscaldamento o il condizionatore;
Per quanto riguarda le persone diversamente abili, è contemplata la possibilità di installare dei trasponder alla carrozzella, in modo che lo scenario adatto o scelto si attivi quando la persona passa da una stanza all’altra, accendendo luci, alzando o abbassando le tapparelle, accendendo dispositivi elettronici, etc, automaticamente e senza alcuno sforzo.
Da cosa è composto un sistema domotico
A livello elementare, un sistema domotico è composto da due componenti principali:
– un sistema centralizzato di controllo
– i collegamenti per la comunicazione tra i dispositivi e con l’esterno
Il collegamento tra centraline, interfacce e dispositivi da controllare, può avvenire in diversi modi:
– tramite un sistema fisico di bus dedicati
– tramite rete locale già esistente
– tramite onde convogliate
– tramite onde-radio, ossia con il wireless
I sistemi domotici sono solitamente dotati di dispositivi che ne permettono la comunicazione non solo tra gli elementi del sistema stesso, ma anche tra il sistema e l’esterno della casa. Tali dispositivi sono detti gateway o residential gateway e permettono il controllo, la regolazione e i cambiamenti anche quando si è fuori casa tramite telefono, sms, mail o webcam…
Attraverso questi metodi, quando si è fuori casa, si possono compiere tutta una serie di operazioni, tra le quali ad esempio:
– controllare una persona rimasta sola in casa, per vedere se sta bene;
– disattivare dispositivi elettronici lasciati accesi
– predisporre la casa per il rientro, con l’accensione anticipata del riscaldamento o della climatizzazione, con l’accensione del forno per la cena…
Come funziona un impianto domotico
Un impianto domotico ha un funzionamento piuttosto intuitivo: dal software per il riconoscimento vocale, dal telecomando o dal pannello di interfaccia con l’utente, partono dei segnali, chiamati “contatto”, che inviati al cuore intelligente del sistema, cioè alla centralina del sistema o del sottosistema, verranno tradotti in comandi per i dispositivi finali interessati dal comando scelto, quindi le luci, oppure le tapparelle, piuttosto che lo stereo…
Le problematiche della domotica: l’installazione
Attuare un progetto di domotica in fase di costruzione o ristrutturazione di un’abitazione, sarebbe la soluzione ideale.
Se il progetto domotico si realizza a costruzione o ristrutturazione già avvenuta, l’installazione del sistema è più difficile: o si è costretti a rompere e a ricostruire i muri, oltre che intervenire su impianti elettrici già esistenti, oppure si decide di installare un impianto di domotica dotato di tecnologia wi-fi. Quest’ultima soluzione evita l’utilizzo di cavi e collegamenti fisici, poiché sfrutta le onde radio dei protocolli wireless; l’unica pecca è che occorre acquistare e sistemare dispositivi wireless per la ricezione delle onde radio e quindi dei comandi da parte della centralina, su ogni elemento che si intende integrare nel sistema domotico.
Se si abita in una casa indi-pendente, l’installazione di un sistema domotico è più semplice e soprattutto omnicomprensiva: nell’impianto infatti possono essere inseriti tutti quei dispositivi che invece in un condominio risultano di proprietà comune e sui quali di conseguenza non si può inter-venire: citofoni, giardini, piscine, cancelli, garage.
Se si abita infatti in un appartamento all’interno di un condominio, bisogna mettere in conto che certe comodità dell’impianto precedentemente pensato, potrebbero venire a mancare: se ad esempio il citofono condominiale è vecchio e non prevedere il video, il nostro sistema di domotica non potrà controllare un sistema di vi-deocitofonia; se il riscaldamento è centralizzato, il sistema domotico non potrà controllarlo e regolarlo; non si potrà includere nel sistema il controllo del garage o del cancello condominiale e così via. Questi sono elementi da con-siderare necessariamente nel momento in cui si inizia a pensare all’eventualità di un impianto domotico.
Costo di un sistema domotico
Il costo della realizzazione di un sistema domotico dipende da molte variabili:
– se la realizzazione avviene in fase di ristrutturazione della casa ed è possibile utilizzare collegamenti fisici dedicati, il costo si alza, ma crescono anche i vantaggi, poiché i costi per i lavori murari si pagano una volta soltanto sia per l’impianto domotico che per la costruzione o ristrutturazione; al contrario però realizzare un sistema domotico con colle-gamenti fisici dedicati ap-prontando modifiche murarie apposite, può risultare ancora più costoso, mentre realizzarne uno con collegamenti wi-fi comporta tutta una serie di costi per i dispositivi wireless. Più l’abitazione è grande e più l’impianto costa, più numerosi e diversi sono i dispositivi da controllare ed integrare, più complesso e costoso risulta il sistema domotico, più numerose e sofisticate sono le interfacce di controllo e quindi i software utilizzati, più costoso è il sistema domotico in toto.
Realizzare un impianto domotico è un’operazione che cambia la vita in modo quasi definitivo e che richiede costi di realizzazione relativamente alti: è necessario quindi operare la scelta con calma valutando diverse ditte e preventivi.

L’utilizzo di chiavi elettroniche (dispositivi dotati di sofisticati circuiti elettronici che ormai sono disponibili ad un costo molto basso, si pensi agli antifurto per auto) consente di garantire un grado elevato di sicurezza rispetto alle chiavi tradizionali.
Apertura/chiusura delle tapparelle o delle persiane: è un dispositivo ormai molto comune e comodo che consente di evitare un’operazione faticosa. Può essere azionato a distanza con un telecomando o tramite un pulsante.
Automatismi per finestre con apertura vasistas: le finestre con apertura del tipo vasistas (dette anche “a ribalta”) possono facilmente essere automatizzate con degli attuatori elettromeccanici di costo contenuto.
Questo può essere particolarmente utile per l’apertura di finestre poste in alto.
Dispositivi per abbassare e alzare le tende: molto comodi non solo per alzare e abbassare le tende di casa, ma anche per poterle rimuovere (ad esempio per lavarle) senza dover salire – pericolosamente – su una scala.
AUTOMAZIONE NEGLI ARREDI

Piani di lavoro regolabili: i piani di lavoro possono essere regolati per essere portati alla giusta altezza in funzione della statura dell’utente o della diversa posizione di lavoro (in piedi o seduti).
Poltrone più sofisticate offrono ulteriori movimentazioni (reclinazione, elevazione, poggiapiedi…).
Letto regolabile: reti con movimentazione automatizzata (anche con telecomando) sono ormai comunemente disponibili. Esistono anche arredi più specifici che consentono di regolare l’altezza del letto sia per migliorare il trasferimento, sia per facilitare le operazioni di un assistente.
Armadio con “servetto”: il servetto permette di avvicinare all’altezza della persona l’asta appendiabiti dell’armadio: Il dispositivo può essere manuale o automatizzato.
ALTRE AUTOMAZIONI
Sedile sollevatore per vasca: sebbene possa anche essere considerato un ausilio, il sedile sollevatore per facilitare l’entrata/uscita dalla vasca è un dispositivo automatizzato (funzionante a bassa tensione o con la pressione dell’impianto idraulico) che permette di fare il bagno in modo più facile e sicuro.
Sollevatore a soffitto: il sollevatore (con binario a soffitto) serve soprattutto all’assistente che in questo modo può trasportare la persona dal letto al bagno (o in altri locali) senza compiere sforzi eccessivi.
Sensori a raggi infrarossi per accensione luci: sono piccoli dispositivi che rilevano il passaggio della persona ed effettuano la chiusura di un circuito elettrico, ad esempio, per l’accensione in modo automatico della luce in un corridoio.
Luci notturne: una luce a risparmio energetico e di tenue intensità luminosa può essere accesa in modo automatico da un timer per garantire anche di notte un immediato riferimento visivo.
Le difficoltà motorie, un precario equilibrio ed una minore capacità nel coordinare il movimento delle mani possono rendere problematico, per il malato di Parkinson, svolgere le attività tipiche della cucina (preparare il pranzo, prendere e riporre gli alimenti, mangiare, pulire).
Si rende, allora, indispensabile organizzare questo ambiente in modo razionale e funzionale per evitare al malato di compiere inutili movimenti durante la preparazione ed il consumo dei pasti.
Le stoviglie, i piccoli elettrodomestici, la biancheria per la cucina e gli stessi alimenti è bene che si trovino a portata di mano o che, comunque, siano agevolmente raggiungibili (caffè o the posti vicino al bollitore facilitano la loro preparazione). È, quindi, opportuno avere l’accortezza di porre bene in vista (dentro gli armadietti, sopra gli scaffali) tutto ciò che generalmente viene utilizzato con una maggiore frequenza. Collocare, inoltre, i mobili della cucina tenendo presenti le difficoltà motorie del malato, consente al paziente di muoversi in modo più sicuro ed agevole nell’ambito di questo spazio. L’altezza corretta dei mobili pensili, ad esempio, non dovrebbe superare i 140 centimetri. Ciò permetterà una migliore presa degli oggetti ed eviterà, quindi, l’uso di scale o di sedie. Anche disporre le superfici di lavoro in modo coordinato aiuta il malato a ridurre al minimo il movimento durante lo svolgimento dell’attività domestica (il piano di cottura ed il lavello dovrebbero essere contigui). L’esperienza, inoltre, consiglia di prevedere alcuni spazi vuoti al di sotto dei principali utensili per permettere al malato di accostare comodamente la propria sedia al piano di lavoro e di avere, quindi, la possibilità di rimanere seduto mentre svolge alcune attività domestiche.
Altri accorgimenti come usare armadietti con ante scorrevoli, dotare i cassetti di dispositivi che ne impediscano la totale fuoriuscita, scegliere mobili privi di spigoli, acquistare un apparecchio di cottura elettrico (si elimina, in tal modo, il rischio di possibili fughe di gas), disporre di una buona illuminazione con punti luce diretti sul piano di lavoro, rappresentano alcune utili e necessarie avvertenze per migliorare la funzionalità e l’abitabilità della cucina.
PICCOLI ACCESSORI DOMESTICI
Gira rubinetto
Aiuta ad afferrare e a girare agevolmente un rubinetto.
Molle
Pinze estensibili per raccogliere oggetti caduti; sono ripiegabili per occupare poco spazio.
Apribottiglia
Dispositivo manuale progettato per togliere piccoli tappi.
Posate
Coltelli, forchette e cucchiai con manici spessi e modellati per essere usati più facilmente.
Erogatore di dentifricio
Accessorio montato a parete per erogare il dentifricio con una leggera pressione delle dita.
Forbici
Forbici che si aprono da sole, dotate di manici di facile presa.
La camera ideale per il malato dovrebbe apparire allegra, tranquilla, con un bagno vicino, mantenuta a una temperatura confortevole, adeguatamente illuminata, ben ventilata, il più possibile pulita, dotata di ausili che consentano al malato di muoversi meglio e priva di pericoli che aumentino il rischio cadute.
Per coricarsi ed alzarsi più facilmente dal letto, è importante che il letto abbia la giusta altezza (in genere, una altezza prossima a quella di una poltrona o di una sedia per facilitare gli spostamenti).
Un letto regolabile si può manovrare con minore fatica. Ad esempio, il letto articolato elettricamente può essere manovrato dal malato in posizione distesa, e consente di sollevare il busto, le gambe, senza l’aiuto di terzi.
Il materasso è un accessorio fondamentale del letto che non deve essere troppo morbido poiché non permette al malato di sollevarsi facilmente. Nel soggetto disabile, con uno stato di salute generale discreto, che trascorre a letto solo la notte, può essere sufficiente un materasso tradizionale. Nel soggetto disabile, che trascorre a letto la notte e una parte della giornata, in genere è preferibile un materasso di gommapiuma. Nel soggetto che trascorre a letto la notte e gran parte della giornata è indispensabile ricorrere a uno dei tanti modelli di materasso antidecubito.
E’ controverso se si debba badare maggiormente alla durata della permanenza a letto o non piuttosto allo stato generale ed alle esigenze specifiche del paziente in rapporto alla patologia.
Un paziente in buono stato generale non ha, di massima, bisogno di un materasso antidecubito, indipendentemente dalla durata dell’allettamento. Un paziente, però, in buono stato generale che presenti all’improvviso una patologia acuta corre il rischio temporaneo di piaghe da decubito e richiede interventi immediati di prevenzione, compreso il materasso. Un soggetto in condizioni generali deteriorate necessita di misure antidecubito continue; un materasso speciale può facilitare tale prevenzione.
Il problema del materasso diventa irrilevante quando la piaga da decubito si sia instaurata. In tal caso, infatti, si deve evitare qualunque tipo di compressione a livello della piaga.
Il materasso antidecubito è, comunque, utile per eliminare eventuali altre compressioni nelle zone cutanee a rischio dovute da un appoggio prolungato. Lo scopo è di preservare le parti del corpo ancora sane.
Tra i vari modelli proposti negli ultimi anni si annoverano materassi ad aria (a pressione uniforme o variabile), con corredo di compressore; materassi di gommapiuma che sono però difficili da pulire nel caso di soggetti incontinenti; materassi al silicone; materassi a perle di polistirolo; materassi ad acqua ecc…
L’incontinenza rappresenta un problema particolare ed impone l’uso di materiali che siano facilmente lavabili e disinfettabili a domicilio.
La traversa è costituita da un materiale impermeabile che consente di proteggere il letto.
Le traverse di gomma non sono assorbenti e quindi sarebbe consigliabile utilizzare le traverse assorbenti mono-uso che sono costituite da un foglio di polietilene impermeabile, di uno strato assorbente di cellulosa (sotto forma di foglio o di polpa) e da un nontessuto.
Conviene sistemare le traverse sotto il lenzuolo per evitare che si spiegazzino o si muovano quando il paziente si sposta nel letto. Le dimensioni sono, in genere, queste (in cm): 60×80, 80×100, 100×130, 100×180.
Per sostenere il peso delle lenzuola e delle coperte in modo da consentire al malato di muoversi meglio nel letto, viene utilizzato comunemente un archetto o gabbia da collocarsi sul materasso (dove però rischia di scivolare) oppure fra il materasso e la rete (in questo caso è fissato meglio).
In caso di difficoltà a sedersi nel letto, potrebbe essere utile installare in fondo al letto un supporto a trazione (come una scala a corde), lasciato appoggiato sulla coperta oppure sistemare sulla testata del letto un braccio di sostegno a forma di T che aiuta il malato a rialzarsi. Si possono, poi, installare al muro, lungo il bordo del letto, maniglie o sbarre che costituiscono buoni punti di appoggio a cui aggrapparsi per voltarsi meglio nel letto o per alzarsi più facilmente.
Anche il comodino, accanto al letto, dovrebbe avere una altezza pari all’incirca a quella del letto in modo che il paziente possa facilmente raggiungere gli oggetti che gli sono utili come, ad esempio, il fazzoletto, il telefono, il bicchiere e la bottiglia dell’acqua da bere, il telecomando se la camera ha un televisore e un videoregistratore.
E’ comodo poter disporre anche di un tavolino da letto da utilizzare come presidio per i pasti ma può essere utile per leggere, scrivere,…. E’ fissato su una base che può scorrere sotto il letto per avvicinare il più possibile il tavolino al paziente. Esiste anche il tavolino da solo lettura, appoggiato su di un supporto la cui altezza può essere regolabile. Il piano di lettura è incurvato nel mezzo, a forma di libro aperto. Può servire anche se si è seduti in poltrona.
Si consiglia, in generale, di eliminare sedie basse, cuscini molli e di scegliere poltrone, a schienale dritto, dotate di braccioli che costituiscono una base di appoggio per alzarsi e sedersi.
E’ consigliabile anche usare sedie con schienale alto che consentono al malato di assumere una postura corretta (sostengono la nuca e la schiena è in posizione eretta). Per questo può essere opportuno applicare alle gambe dei gommini che sono utili anche per meglio stabilizzare la sedia.
Sia i tavoli che le sedie devono essere infatti stabili per consentire al malato di utilizzare, come punto di appoggio, il ripiano del tavolo, il bracciolo e lo schienale della sedia senza che questi possano ribaltarsi. Per una migliore stabilità dei tavoli si raccomanda di utilizzare solo quelli a quattro zampe ed eliminare quelli a tre zampe o a piantana centrale.
Per ridurre il rischio di cadute accidentali è necessario assicurare una buona illuminazione alla camera (come, d’altra parte, ad ogni altro ambiente della casa) in modo da eliminare tutte le zone d’ombra. Una buona illuminazione migliora l’acuità visiva, riducendo il rischio cadute. Gli interruttori della luce devono essere ad altezza immediatamente accessibile all’ingresso di ogni stanza. Una lampada a braccio fissata alla testata del letto risulta facile da usare.
Sarebbe, inoltre, opportuno avere nella camera da letto, a portata di mano, anche un campanello per chiedere assistenza.
A terra non devono essere lasciati oggetti, quali scarpe o vestiti che potrebbero fare inciampare.
I tappeti dovrebbero essere dotati di una gomma antisdrucciolo, oppure i loro bordi dovrebbero essere fissati al pavimento. Ancora meglio sarebbe eliminarli.
Si raccomanda di usare sempre cera antisdrucciolo per la manutenzione dei pavimenti (o non utilizzarla affatto). Questi accorgimenti prevengono possibili cadute e scivoloni considerando che il malato parkinsoniano ha difficoltà a sollevare i piedi nella deambulazione.
Un ultimo consiglio: quando ci si alza da letto è opportuno trascorrere qualche secondo seduti sul bordo del letto prima di mettersi in piedi.
Questa attesa serve per consentire al sistema cardio-circolatorio di adattare la pressione arteriosa alle variazioni indotte dai passaggi posturali. Un po’ di pazienza infatti è utile per prevenire fenomeni ipotensivi che potrebbero condurre ad una improvvisa caduta a terra. E’ opportuno seguire questa regola in tutti quei momenti in cui si passa dalla posizione coricata alla posizione eretta.
Da “Dizionario Pratico di Assistenza e Cure Domiciliari”
a cura di Claudio Cricelli
Vice Presidente dell’Unione Europea dei Medici Generali
Edizione Masson
Nell’ambito della casa il bagno costituisce, insieme alla cucina, uno dei locali che presenta più rischi dal punto di vista della sicurezza.
Basti pensare alla facilità con cui è possibile scivolare quando il pavimento, il piano della doccia o della vasca sono bagnati o umidi. Inoltre, i bagni sono di solito locali di dimensioni molto piccole, forniti di accessori che contribuiscono, a loro volta, a restringere lo spazio disponibile, necessario per muoversi. La consapevolezza dei possibili pericoli a cui si può andare incontro nell’uso quotidiano dei servizi igienici, costituisce motivo di una continua ricerca da parte delle aziende del settore, impegnate a studiare nuove e valide soluzioni che oltre ad assicurare un certo comfort ambientale, garantiscano la sicurezza e allo stesso tempo possano rispondere e soddisfare le esigenze più diverse.
Esistono sul mercato alcuni optional in grado di riportare la stanza da bagno a livelli di sicurezza standard. Le norme italiane ed europee possono dare utili indicazioni al riguardo. Nei bagni di nuova costruzione o in corso di ristrutturazione, il lavabo deve essere installato a 80 centimetri di altezza, oltreché essere del tutto libero nella parte sottostante (per facilitare l’accesso di una sedia) e possibilmente basculante, in modo che possa adattarsi alle diverse altezze. Al di sopra di questo, lo specchio dovrebbe essere ad inclinazione regolabile. Per la tazza wc e per il bidet, invece, l’altezza regolare prevista è di 50 centimetri e questi accessori devono, inoltre, essere posti in modo da occupare uno spazio di circa 75-80 centimetri dalla parete posteriore. Il pulsante dello sciacquone dovrebbe trovarsi a terra o essere a pedale e comunque facile da far funzionare. Se non è possibile sostituire la tazza wc preesistente, si possono aggiungere apposite ciambelle che assicurano l’altezza più corretta. Per agevolare i movimenti è anche utile installare, a circa 40 centimetri dal vaso o dal bidet, un maniglione a muro, montato verticalmente (ne esistono persino alcuni che di notte diventano luminosi e ben visibili). La doccia non deve avere la soglia; è necessario un seggiolino, meglio se ribaltabile, realizzato in modo che l’acqua vi scorra sopra senza stagnare e che sia di materiale molto resistente. Per chi usa la carrozzella è possibile installare delle barre lungo le quali far scorrere il sedile, in modo che sia facilitato al massimo il passaggio dalla carrozzella alla doccia e viceversa. La vasca è il punto più critico del bagno, poiché entrarvi ed uscirne richiede agilità e sicurezza. Sono in vendita sollevatori automatici che consentono alle persone con difficoltà di movimento di usare senza problemi la vasca. E’ consigliabile scegliere un modello che si possa ripiegare e riporre, che non sia troppo pesante e che non abbia oscillazioni né vibrazioni. Per chi ha minori problemi di deambulazione sono poi disponibili sedili da porre sui bordi o all’interno della vasca. Sarebbe anche opportuno dotare la parete superiore della vasca da bagno (ma anche l’angolo della doccia) di un corrimano orizzontale continuo o di una maniglia d’appoggio per aumentare la sicurezza del disabile nei movimenti.
Sul fronte dei rubinetti sono da preferire i miscelatori termostatici: regolano il flusso ed il grado di temperatura dell’acqua in modo automatico. Si manovrano più facilmente i rubinetti a leva e quelli con pulsante a terra (per la carrozzella). Le versioni elettroniche che emettono il getto d’acqua solo quando le mani si trovano sotto il rubinetto, consentono di risparmiare molta acqua oltre a non richiedere nessuna manovra. Per attrezzare un bagno già esistente si possono installare apposite rotaie, abbinate a un supporto che consente l’aggancio, lo spostamento e la rimozione di apparecchi e attrezzature che possono venire spostati o collocati nella stanza da bagno anche temporaneamente. In questo modo viene risolto il problema di come inserire nell’ambito del bagno tutto ciò che serve a renderlo funzionale per il disabile.
ACCESSORI UTILI PER IL BAGNO
Angolo doccia
Portasapone
Non usare mai il porta asciugamano o il portasapone per sorreggersi. Potrebbero, infatti, rompersi e causare delle cadute.
Erogatore di acqua del tipo a telefono
Il tubo flessibile della doccia consente di potersi lavare seduti. È ottimo il boccaglio del doccino dotato di un congegno che regola l’apertura e la chiusura del getto d’acqua.
Impugnatura per vasche da bagno
Maniglia a muro
Punto di appoggio per sostenersi e per alzarsi dalla vasca da bagno.
Rubinetti a leva
Sedie
Apposite sedie da vasca o da doccia rendono più semplice e sicuro l’uso del bagno.
Tappeti
Un tappetino di gomma antiscivolo sul fondo della doccia o della vasca è utile per prevenire le cadute. È bene, inoltre, evitare di coprire il pavimento con tappeti di piccole dimensioni che potrebbero far inciampare.
Tazza wc rialzata mediante un supporto a forma di ciambella

