inuovi4

I FARMACI

 

– principi attivi e farmaci»

COMTAN
Principio base Entacapone

Nel morbo di Parkinson gli inibitori delle catecol-o-metiltransferasi (COMT), entacapone (COMTAN) e tolcapone (Tasmar: attualmente non commerciabile in Italia) sono stati studiati come farmaci da associarsi alla levodopa. L’entacapone (COMTAN) è in fascia A del Prontuario del Servizio Sanitario Nazionale.
Le COMT sono enzimi che provvedono a degradare la levodopa sia nel sistema nervoso centrale, sia a livello periferico.
L’entacapone esplica il suo effetto terapeutico mediante l’inibizione (peraltro reversibile) delle COMT principalmente a livello dei tessuti periferici (stomaco, intestino, reni, fegato, altri tessuti) determinando un incremento della quantità di levodopa che viene trasportata a livello cerebrale. La quantità di levodopa disponibile nel cervello risulta, pertanto, aumentata. Alcuni studi clinici, inoltre, hanno dimostrato che l’entacapone è in grado di incrementare l’emivita plasmatica della levodopa di circa il 75%.
In altri termini, l’inibizione delle COMT, attraverso l’uso dell’entacapone, si accompagna a livelli più costanti di levodopa nel sangue. Il principale vantaggio che ne deriva è il seguente: una disponibilità più elevata e più uniforme di levodopa nel cervello.
Ciò ha, inoltre, il vantaggio di evitare picchi di concentrazione di levodopa nel sangue che causano notevoli complicazioni motorie (fluttuazioni motorie, movimenti involontari).
Dato che l’entacapone aumenta la disponibilità di levodopa a livello cerebrale, ne potenzia anche gli effetti collaterali di tipo dopaminergico (discinesie, nausea, vomito e allucinazioni) che si verificano più comunemente all’inizio del trattamento. E’ quindi spesso necessario aggiustare il dosaggio della levodopa nei primi giorni o nelle prime settimane di cura.
La dose giornaliera di levodopa può essere ridotta del 10%-30% circa con una diminuzione della gravità e della frequenza di tali effetti. L’entacapone viene somministrato per via orale e contemporaneamente a ogni dose di Levodopa (Sinemet o Madopar).
Questo farmaco deve essere somministrato in più dosi giornaliere in quanto viene eliminato velocemente.
La dose massima giornaliera consigliata è di 200 mg dieci volte al giorno (cioè 2000 mg di entacapone).
Altri effetti indesiderati possono essere sintomi gastrointestinali tra cui nausea, vomito, dolori addominali, stitichezza e diarrea. Le urine possono assumere una colorazione marrone-rossiccia ma questo rappresenta un fenomeno innocuo. Gli effetti indesiderati causati da entacapone sono in genere da lievi a moderati. Gli effetti collaterali che hanno portato all’interruzione del trattamento con entacapone sono stati principalmente i sintomi gastrointestinali (diarrea: 2,5%) e l’aumento degli effetti indesiderati legati alla levodopa (discinesia 1,7%).
Nel campione di pazienti esaminato, discinesia (27%), nausea (11%), diarrea (8%), dolori addominali (7%) e secchezza delle fauci (4,2%) sono gli effetti collaterali che si sono manifestati più spesso con entacapone che con placebo. Alcuni degli effetti indesiderati (quali discinesie, nausea e dolori addominali) possono essere più frequenti con dosi più alte di entacapone (da 1400 a 2000 mg al giorno) che con dosi minori.

MODALITA’ DI PRESCRIZIONE DEL COMTAN IN FASCIA A

Per la prescrizione del COMTAN occorrono le seguenti modalità:
– l’impiego del farmaco è riservato ai centri neurologici con esperienza specifica nell’approccio alla malattia di Parkinson;
– adottare un piano terapeutico opportunamente predisposto (copia del piano sarà disponibile agli Ambulatori e nei Reparti), finalizzato al monitoraggio delle condizioni d’uso del medicinale;
– indicare il periodo di validità del piano terapeutico, che per le criticità terapeutiche del farmaco non può essere superiore a tre mesi.

Il farmaco, prescritto secondo queste modalità, sarà erogato direttamente dalle Aziende sanitarie, che provvederanno a richiedere alla ditta produttrice (Novartis Pharma) la cessione gratuita della prima confezione di medicinale, come stabilito dalla Agenzia Italiana del Farmaco.

TASMAR® (TOLCAPONE)

Sospeso nei paesi della Comunità Europea nel 1998, a distanza di pochi mesi dalla sua introduzione sul mercato, a causa del rischio di lesioni epatiche acute rare, ma potenzialmente fatali, e della Sindrome Neurolettica Maligna (SNM), il Tasmar® (Valeant Pharmaceuticals Limited) è stato riintrodotto in commercio anche in Italia il mese scorso, accompagnato da una nota informativa importante di sicurezza.
Il Tasmar® (tolcapone) è un inibitore dell’enzima catecol-O-metil-transferasi (COMT), utilizzato in associazione alla levodopa nella terapia del Morbo di Parkinson.
Le nuove informazioni relative all’uso del Tasmar® ne riservano l’uso ai medici esperti nel trattamento dei pazienti con malattia di Parkinson in fase avanzata che non rispondono o sono intolleranti ad altri inibitori delle COMT.
La dose massima giornaliera consentita, solo qualora l’incremento del beneficio clinico ipotizzato giustifichi il maggior rischio di reazioni avverse epatiche, è di 200 mg per tre volte al giorno.
Fra le precauzioni d’impiego, il Tasmar® non deve essere prescritto in presenza di esami alterati o di segni di compromissione  della funzionalità epatica.
Durante il trattamento la funzionalità epatica deve essere controllata ogni 2 settimane per il primo anno di terapia, ogni 4 settimane nei 6 mesi successivi e in seguito ogni 8 settimane.
Il trattamento va interrotto immediatamente se l’enzima ALT (alanina aminotransferasi) e/o l’AST (aspartato aminotranferasi) superano il limite superiore del valore normale o nel caso di comparsa di sintomi di insufficienza epatica (nausea persistente, stanchezza, letargia, ittero, urine scure).
Fra le avvertenze speciali, viene ricordato che sono stati associati all’uso di Tasmar® casi compatibili con la SNM, i cui sintomi (fra gli altri, rigidità, mioclonia, tremore, agitazione, confusione, temperatura elevata ed elevati livelli di creatininfosfochinasi) tendono a manifestarsi nei pazienti con morbo di Parkinson nei momenti in cui si riducono o sospendono i farmaci che incrementano l’attività dopaminergica.
Se i sintomi quindi compaiono dopo aver ridotto o sospeso il Tasmar® si deve prendere in considerazione un aumento del dosaggio di levodopa nel paziente.
Per ridurre il rischio di SNM, il farmaco non deve essere prescritto a pazienti con gravi discinesie o con anamnesi positiva per SNM, comprese rabdomiolisi ed ipertermia. I pazienti in terapia concomitante con altri farmaci attivi a livello del sistema nervoso centrale (antidepressivi, neurolettici, anticolinergici) possono essere più esposti al rischio di SNM.

STALEVO®
(levodopa/carbidopa/entacapone)
AUTORIZZATO IN ITALIA NEL LA TERAPIA DELLA MALATTIA DI PARKINSON IN FASE AVANZATA

E’ stato approvato anche in Italia il farmaco Stalevo® (Novartis), associazione di 3 principi attivi: levodopa, carbidopa (inibitore dell’enzima dopa decarbossilasi) ed entacapone (inibitore dell’enzima catecol-O-metiltransferasi), sostanze quest’ultime che inibiscono il metabolismo periferico della levodopa, potenziandone e prolungandone l’effetto a livello del sistema nervoso centrale.
La specialità farmaceutica Stalevo® è utilizzata nel trattamento dei pazienti con malattia di Parkinson che presentano fluttuazioni delle prestazioni motorie.
Sono disponibili sul mercato le formulazioni Stalevo® 50 (levodopa 50 mg/carbidopa 12,5 mg/entacapone 200 mg), Stalevo® 150 (150 mg levodopa/37,5 mg carbidopa/200 mg entacapone) e Stalevo® 100 (100 mg levodopa/25 mg carbidopa/200 mg entacapone).
Si ricorda che tutti e tre i principi attivi sono  disponibili in commercio: levodopa/carbidopa (Sinemet®) ed entacapone (Comtan®).
La prescrizione di Stalevo è  a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dietro presentazione di piano terapeutico (fascia A).

STALEVO® : LEVODOPA CARBIDOPA ED ENTACAPONE

I principi attivi di Stalevo® sono levodopa, carbidopa (inibitore dell’enzima dopa decarbossilasi) ed entacapone (inibitore dell’enzima COMT, catecol-O-metiltransferasi).
L’enzima COMT è distribuito nell’uomo in vari tessuti, compresi quelli cerebrali, e presenta la massima attività nel fegato e nei reni.
In presenza di inibitori delle dopa decarbossilasi periferiche, (carbidopa, contenuto nel Sinemet® e benserazide presente nel Madopar®) la COMT diventa il principale enzima responsabile del metabolismo della levodopa.
Quando la via metabolica mediata dall’enzima COMT è inibita dall’entacapone, somministrato in associazione a levodopa/carbidopa o benserazide, la biodisponibilità della levodopa aumenta del 30-40%, l’emivita d’eliminazione plasmatica del farmaco si allunga (da 1,3 a 2,4 ore) e le concentrazioni plasmatiche di levodopa presentano minori fluttuazioni dopo la somministrazione di ciascuna dose nell’arco della giornata.
Il razionale quindi dell’utilizzo di un inibitore delle COMT in associazione a levodopa+inibitori delle dopa decarbossilasi è quello di ottenere delle concentrazioni plasmatiche di levodopa più stabili, favorendo così una stimolazione più costante dei recettori dopaminergici, e possibilmente una risposta clinica più modulata, prolungando la durata dell’effetto esercitato dalle singole dosi di levodopa. L’aggiunta di entacapone può d’altro canto esacerbare alcuni degli effetti avversi della levodopa (discinesie, disturbi gastrointestinali, ipotensione, allucinazioni), e richiedere una diminuzione della dose di levodopa.
Altri effetti collaterali associati all’uso di entacapone includono diarrea, colorazione delle urine, disturbi addominali.
Da ricordare che diverse sostanze contenenti un gruppo catecolico nella formula di struttura (adrenalina, noradrenalina, dopamina, isoprenalina, apomorfina, alfa-metildopa), sono metabolizzate dall’enzima COMT e devono essere usate con cautela in pazienti in terapia con entacapone, per evitare il rischio di effetti avversi cardiovascolari (aumento della frequenza cardiaca, aritmie, modifiche della pressione sanguigna).
Il prodotto è stato approvato per la prescrizione in fascia A, a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), limitatamente al dosaggio di 100 mg levodopa+25 mg carbidopa+200 mg entacapone, nel trattamento dei pazienti con malattia di Parkinson che presentano fluttuazioni motorie giornaliere di “fine dose” non stabilizzate con la terapia a base di levodopa+inibitori delle dopa decarbossilasi.
I tre principi attivi di Stalevo® si trovano in commercio anche nei farmaci Sinemet® (levodopa/carbidopa) e Comtan® (entacapone).

Sirio® presenta i seguenti vantaggi rispetto alle forme solide convenzionali di levodopa:

Commenti chiusi