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I FARMACI

 

– principi attivi e farmaci»

L’APOMORFINA

Le proprietà antiparkinsoniane dell’apomorfina sono note da lungo tempo ma solo attualmente si assiste alla resurrezione dell’apomorfina nel trattamento della malattia di Parkinson. Ciò è stato possibile grazie all’avvento di farmaci (Domeridone) in grado di controllare gli effetti collaterali dopaminergici causati dall’apomorfina, quali nausea, vomito, ipotensione posturale, sedazione oltreché a nuovi sistemi di somministrazione sottocutanea.

Nella malattia di Parkinson, l’apomorfina agisce come farmaco di pronto intervento poiché risolve in modo rapido i momenti di blocco motorio causati da un calo di efficacia della levodopa.

Somministrata con una iniezione per via sottocutanea può, infatti, dimostrarsi particolarmente utile per quei malati che presentano fluttuazioni motorie (momenti di buona motilità alternati a momenti di blocco motorio).

Ha, infatti, una latenza di azione di alcuni minuti (5-10 minuti) però la sua efficacia è di breve durata (50-90 minuti).

Anche una terapia a lungo termine con apomorfina può essere presa in considerazione attraverso l’utilizzo in modo continuo e permanente di una micropompa di infusione. Deve trattarsi, però, di pazienti con una sindrome parkinsoniana particolarmente severa caratterizzata da fluttuazioni motorie di lunga data. Tale formulazione si è dimostrata, infatti, efficace nel ridurre in modo significativo le ore “off” e le discinesie di moderata-grave entità quali effetti collaterali della terapia a lungo termine con levodopa.

Le formulazioni di apomorfina attualmente in commercio sono:

– particolari penne (stylo) che permettono al paziente di autosomministrarsi boli di apomorfina sottocutanei, già pronti. Questa formulazione è in classe “A” del Prontuario Farmaceutico del Servizio Sanitario Nazionale. E’, quindi, liberamente prescrivibile da qualsiasi medico e gratuita per il paziente che deve unicamente acquistare gli aghi per iniezione sottocutanea. Si utilizzano normali aghi da insulina della misura 28G o 29G;

– in fiale. L’apomorfina viene somministrata per via sottocutanea mediante una pompa di infusione (microinfusori portatili temporizzati). Tale confezione è inserita in classe H ed è, pertanto, d’esclusivo uso ospedaliero. Può, però, essere distribuita gratuitamente ai pazienti attraverso due strade:

a) direttamente dal reparto ospedaliero;

b) in talune regioni (come Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Calabria) è possibile reperirla anche presso l’Ufficio farmaceutico territoriale dell’Azienda USL. E’ necessario che il paziente presenti a questo Ufficio una lettera di presentazione, contenente diagnosi e piano terapeutico, redatta dallo specialista neurologo che lo ha in cura.

La pompa di infusione costituisce un ulteriore problema. Il costo di questo presidio è a tutt’oggi, in Italia, ancora a carico del paziente (apparecchi di infusione: Infusa PK – Meids s.r.l; Microjet Crono PAR – Canè s.r.l).

DR. LEONARDO CALZETTI
Responsabile marketing dell’area neurologica della Chiesi Farmaceutici S.p.A di Parma

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