ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO A SOSTEGNO DEI MALATI DI MORBO DI PARKINSON

 

I problemi non motori: respirazione

 

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I problemi non motori

PROBLEMI DI RESPIRAZIONE

C'è un legame tra la malattia di Parkinson e l'asma?
Durante l'infanzia ho sofferto di problemi asmatici che sono poi scomparsi con l'età adulta.
Sono parkinsoniano da alcuni anni. Finora, seguendo scrupolosamente la terapia antiparkinson, ho ben controllato i disturbi causati dalla malattia.
Da qualche tempo, però, specialmente quando sono coricato, soffro di iperventilazione e il mio respiro diviene affannoso. Risolvo il problema assumendo una compressa di Sinemet.
In che modo posso evitare l'affanno e l'iperventilazione? 


La malattia di Parkinson coinvolge ogni muscolo corporeo inclusi i muscoli fondamentali della respirazione: il diaframma e i muscoli intercostali che, attraverso il loro movimento, permettono ai polmoni di espandersi e di contrarsi per far entrare e uscire l'aria. 
Nei momenti di blocco motorio, quando il paziente entra in un periodo "off", questi muscoli subiscono gli effetti della carenza di levodopa al pari degli altri muscoli dell'organismo, andando incontro a rigidità e a lentezza. 
A causa, quindi, della minore capacità di espandersi e di contrarsi del diaframma e dei muscoli intercostali, si verifica una alterazione del ritmo della respirazione. Il paziente avverte una sensazione di oppressione e ha difficoltà a respirare profondamente.
Un attento controllo della terapia antiparkinson e una rivalutazione del dosaggio farmacologico può migliorare sensibilmente la situazione riducendo i periodi "off".
La respirazione del malato può subire alterazioni anche da un eccesso di assorbimento di levodopa poiché può provocare movimenti involontari (discinesie e distonie). Il respiro diviene più rapido, corto, poco profondo.
Anche in questo caso, una rivalutazione del dosaggio dei farmaci antiparkinson spesso aiuta a prevenire questo fenomeno.
Sebbene la malattia di Parkinson non causi l'asma, si possono verificare problemi respiratori sia se i farmaci antiparkinson "lavorano" troppo poco, sia se "lavorano" troppo.
Questi problemi, purtroppo, non sono sempre ben valutati dal medico.

ESERCIZI PER LA RESPIRAZIONE
Sedetevi davanti ad un tavolo, ponete un bicchiere d'acqua con una cannuccia che terrete con la mano.
Esecuzione dell'esercizio:
- dopo un'inspirazione profonda soffiate nella cannuccia facendo delle bolle nell'acqua. Cercate di non soffiare forte, ma di soffiare il più a lungo possibile. Attenzione: attendete di aver ripreso una respirazione regolare prima di eseguire nuovamente l'esercizio.

Da "Consigli pratici per una migliore mobilità"-
Du Pont Pharma Italia s.r.l - Milano

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