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altre pagine:
principi attivi e farmaci
Le linee
guida
Orientamenti terapeutici
La
terapia della malattia di Parkinson in fase iniziale
A
confronto: le linee guida francesi per la scelta della terapia iniziale

LE LINEE GUIDA


ORIENTAMENTI TERAPEUTICI
Inizialmente, la terapia da
prescrivere ad un paziente parkinsoniano de-novo dovrebbe essere impostata
valutando attentamente la sintomatologia presente, personalizzandola
alle necessità individuali e soggettive del malato.
Alcuni pazienti all'inizio della malattia non richiedono alcuna terapia, ad
altri può risultare utile prescrivere dei farmaci antidepressivi a bassi
dosaggi.
I farmaci anticolinergici possono risultare utili inizialmente per taluni
pazienti. In modo particolare quando è presente il sintomo del tremore.
Per il sintomo della rigidità, invece, il farmaco più efficace è la
levodopa.
I farmaci dopaminoagonisti e l'amantadina possono essere utilizzati
inizialmente, ma più spesso vengono prescritti lungo il decorso della
malattia, come farmaci aggiuntivi alla terapia base con levodopa.
APDA


LA TERAPIA DELLA MALATTIA DI PARKINSON IN FASE INIZIALE
Le linee guida italiane ritengono sostanzialmente che la
scelta della terapia iniziale della malattia di Parkinson dipenda dall’età
del paziente ma anche dalla sua richiesta di maggiore autonomia e dalle sue
prospettive di vita futura. Se il paziente svolge una attività lavorativa
intensa, può avere bisogno di una rapida regressione dei sintomi della
malattia. La levodopa è in grado di fornire un più rapido miglioramento dei
sintomi parkinsoniani rispetto ai farmaci dopaminoagonisti. Può risultare,
allora, opportuno aggiungere in terapia basse dosi di levodopa o, quanto meno,
associare la levodopa al farmaco dopaminoagonista.
In relazione all’età anagrafica, le linee guida italiane
suggeriscono le seguenti strategie terapeutiche:
Per il paziente di età inferiore a 50 anni, la strategia terapeutica
consigliata prevede l’utilizzo “in primis” della monoterapia con
dopaminoagonista e successivamente, in caso di richiesta da parte del paziente
di migliori prestazioni funzionali, è possibile ricorrere all’associazione
precoce di basse dosi di levodopa con il farmaco dopaminoagonista.
Al di sopra dei 70 anni di età, la scelta della terapia
farmacologica è legata non solamente all’aspettativa di vita della persona ma
anche alla sua maggiore vulnerabilità nei confronti degli effetti collaterali
causati dai farmaci dopaminoagonisti.
Tra i pazienti anziani si registra,
infatti, una maggiore incidenza di disturbi cognitivi.
In questi pazienti i
farmaci antiparkinson possono causare allucinazioni, confusione e talvolta stati deliranti.
L’incidenza di questi effetti collaterali è più alta con la somministrazione
di farmaci dopaminoagonisti piuttosto che con levodopa. La scelta del farmaco
dopaminoagonista per il paziente di età superiore ai 70 anni richiede, quindi,
una prudente valutazione.
Da Convegno “Società Italiana di Neurologia”- Rimini,
ottobre 2001

A CONFRONTO:
LE LINEE GUIDA FRANCESI PER LA SCELTA DELLA TERAPIA INIZIALE
Le linee guida francesi per la scelta della terapia
farmacologica iniziale della malattia di Parkinson sono più precise di quelle
italiane e distinguono l’età in due fasce: età inferiore ai 70 anni e
superiore ai 70 anni. Nell’ambito della fascia di età inferiore ai 70 anni
viene effettuata una ulteriore distinzione: ai pazienti di età inferiore ai 60
anni è consigliata la monoterapia con il dopaminoagonista, ai pazienti di età
superiore ai 60 anni può invece essere indicata l’associazione precoce di
basse dosi di levodopa con il dopaminoagonista.
Nel gruppo dei pazienti di età maggiore di 70 anni viene
distinto, a sua volta, il gruppo di età inferiore e superiore ai 75 anni. Nei
pazienti di età inferiore ai 75 anni è indicata la terapia con levodopa cui si
può associare (se ritenuto opportuno) il dopaminoagonista, superati i 75 anni
è consigliata solamente la terapia con levodopa. Terapie con farmaci quali
anticolinergici, amantadina e selegilina sono considerate utili dai francesi per
la fase che precede l’inizio della terapia con levodopa e/o dopaminoagonisti.

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