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MODALITA' DI
PRESCRIZIONE DEL COMTAN IN FASCIA A
Per la prescrizione del
COMTAN occorrono le seguenti modalità:
●
l’impiego del farmaco è riservato ai centri neurologici con esperienza
specifica nell’approccio alla malattia di Parkinson;
● adottare un piano terapeutico opportunamente predisposto (copia
del piano sarà disponibile agli Ambulatori e nei Reparti), finalizzato al
monitoraggio delle condizioni d’uso del medicinale;
● indicare il periodo di validità del piano terapeutico, che per le
criticità terapeutiche del farmaco non può essere superiore a tre mesi.
Il farmaco, prescritto secondo queste modalità, sarà erogato
direttamente dalle Aziende sanitarie, che provvederanno a richiedere alla
ditta produttrice (Novartis Pharma) la cessione gratuita della prima
confezione di medicinale, come stabilito dalla Agenzia Italiana del
Farmaco.


TASMAR® (TOLCAPONE)
Sospeso nei paesi della Comunità Europea nel
1998, a distanza di pochi mesi dalla sua introduzione sul mercato, a causa del
rischio di lesioni epatiche acute rare, ma potenzialmente
fatali, e della Sindrome Neurolettica Maligna (SNM), il
Tasmar® (Valeant Pharmaceuticals Limited) è stato riintrodotto in commercio
anche in Italia il mese scorso, accompagnato da una
nota informativa importante di sicurezza.
Il Tasmar® (tolcapone) è un inibitore dell’enzima
catecol-O-metil-transferasi (COMT), utilizzato in associazione alla levodopa
nella terapia del Morbo di Parkinson.
Le nuove informazioni relative all’uso del Tasmar® ne riservano l’uso ai medici esperti nel trattamento dei pazienti con
malattia di Parkinson in fase avanzata che non rispondono o sono intolleranti ad
altri inibitori delle COMT.
La dose massima
giornaliera consentita, solo qualora l’incremento del beneficio clinico
ipotizzato giustifichi il maggior rischio di reazioni avverse epatiche, è di 200
mg per tre volte al giorno.
Fra le precauzioni d’impiego, il Tasmar® non deve
essere prescritto in presenza di esami alterati o di segni di compromissione
della funzionalità epatica.
Durante il trattamento la funzionalità epatica deve
essere controllata ogni 2 settimane per il primo anno di terapia, ogni 4
settimane nei 6 mesi successivi e in seguito ogni 8 settimane.
Il trattamento va
interrotto immediatamente se l’enzima ALT (alanina aminotransferasi) e/o l’AST (aspartato
aminotranferasi) superano il limite superiore del valore normale o nel caso di
comparsa di sintomi di insufficienza epatica (nausea persistente, stanchezza,
letargia, ittero, urine scure).
Fra le avvertenze speciali, viene ricordato che
sono stati associati all’uso di Tasmar® casi compatibili con la SNM, i cui
sintomi (fra gli altri, rigidità, mioclonia, tremore, agitazione, confusione,
temperatura elevata ed elevati livelli di creatininfosfochinasi) tendono a
manifestarsi nei pazienti con morbo di Parkinson nei momenti in cui si riducono
o sospendono i farmaci che incrementano l’attività dopaminergica.
Se i sintomi
quindi compaiono dopo aver ridotto o sospeso il Tasmar® si deve prendere in
considerazione un aumento del dosaggio di levodopa nel paziente.
Per ridurre il
rischio di SNM, il farmaco non deve essere prescritto a pazienti con gravi
discinesie o con anamnesi positiva per SNM, comprese rabdomiolisi ed ipertermia.
I pazienti in terapia concomitante con altri farmaci attivi a livello del
sistema nervoso centrale (antidepressivi, neurolettici, anticolinergici) possono
essere più esposti al rischio di SNM.

STALEVO®
(levodopa/carbidopa/entacapone)
AUTORIZZATO IN ITALIA NEL LA TERAPIA DELLA MALATTIA DI PARKINSON IN FASE
AVANZATA
E’ stato
approvato anche in Italia il farmaco Stalevo® (Novartis), associazione di 3 principi
attivi: levodopa, carbidopa (inibitore dell’enzima dopa decarbossilasi) ed
entacapone (inibitore dell’enzima catecol-O-metiltransferasi), sostanze
quest’ultime che inibiscono il metabolismo periferico della levodopa,
potenziandone e prolungandone l’effetto a livello del sistema nervoso
centrale.
La specialità farmaceutica Stalevo® è utilizzata nel trattamento dei
pazienti con malattia di Parkinson che presentano fluttuazioni delle
prestazioni motorie.
Sono disponibili sul mercato le
formulazioni Stalevo® 50 (levodopa 50 mg/carbidopa 12,5 mg/entacapone
200 mg), Stalevo® 150 (150 mg levodopa/37,5 mg carbidopa/200 mg entacapone) e Stalevo® 100 (100 mg levodopa/25 mg carbidopa/200 mg entacapone).
Si ricorda che tutti e tre i principi attivi sono disponibili in
commercio: levodopa/carbidopa (Sinemet®) ed entacapone (Comtan®).
La prescrizione di Stalevo è a carico
del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dietro presentazione di piano
terapeutico (fascia A).
STALEVO® : LEVODOPA
CARBIDOPA ED ENTACAPONE
I
principi attivi di Stalevo® sono levodopa, carbidopa (inibitore
dell’enzima dopa decarbossilasi) ed entacapone (inibitore dell’enzima COMT,
catecol-O-metiltransferasi).
L’enzima COMT è distribuito nell’uomo in vari tessuti, compresi quelli
cerebrali, e presenta la massima attività nel fegato e nei reni.
In presenza di inibitori delle dopa decarbossilasi periferiche, (carbidopa,
contenuto nel Sinemet® e benserazide presente nel Madopar®) la COMT
diventa il principale enzima responsabile del metabolismo della levodopa.
Quando la via metabolica mediata dall’enzima COMT è inibita dall’entacapone,
somministrato in associazione a levodopa/carbidopa o benserazide, la
biodisponibilità della levodopa aumenta del 30-40%, l’emivita
d’eliminazione plasmatica del farmaco si allunga (da 1,3 a 2,4 ore) e le
concentrazioni plasmatiche di levodopa presentano minori fluttuazioni dopo
la somministrazione di ciascuna dose nell’arco della giornata.
Il razionale quindi dell’utilizzo di un inibitore delle COMT in
associazione a levodopa+inibitori delle dopa decarbossilasi è quello di
ottenere delle concentrazioni plasmatiche di levodopa più stabili,
favorendo così una stimolazione più costante dei recettori dopaminergici,
e possibilmente una risposta clinica più modulata, prolungando la durata
dell’effetto esercitato dalle singole dosi di levodopa. L’aggiunta di
entacapone può d’altro canto esacerbare alcuni degli effetti avversi della
levodopa (discinesie, disturbi gastrointestinali, ipotensione,
allucinazioni), e richiedere una diminuzione della dose di levodopa.
Altri effetti collaterali associati all’uso di entacapone includono
diarrea, colorazione delle urine, disturbi addominali.
Da ricordare che diverse sostanze contenenti un gruppo catecolico nella
formula di struttura (adrenalina, noradrenalina, dopamina, isoprenalina,
apomorfina, alfa-metildopa), sono metabolizzate dall’enzima COMT e devono
essere usate con cautela in pazienti in terapia con entacapone, per
evitare il rischio di effetti avversi cardiovascolari (aumento della
frequenza cardiaca, aritmie, modifiche della pressione sanguigna).
Il prodotto è stato approvato per la prescrizione in fascia A, a carico
del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), limitatamente al dosaggio di 100
mg levodopa+25 mg carbidopa+200 mg entacapone, nel trattamento dei
pazienti con malattia di Parkinson che presentano fluttuazioni motorie
giornaliere di “fine dose” non stabilizzate con la terapia a base di
levodopa+inibitori delle dopa decarbossilasi.
I tre principi attivi di Stalevo® si trovano in commercio anche nei
farmaci Sinemet® (levodopa/carbidopa) e Comtan® (entacapone).
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