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I problemi non motori
Crampi
al piede

I CRAMPI AL PIEDE NELLA MALATTIA DI PARKINSON
Il
dolore muscolare e i crampi ai piedi sono disturbi che comunemente accadono
dopo dei traumi (strappi, distorsioni, slogature), eccessivo esercizio
fisico oppure in associazione all’artrite o alla cattiva circolazione nelle
gambe.
Nella malattia del Parkinson, i crampi ai piedi sono un disturbo molto
comune, la cui causa è a livello del sistema nervoso centrale
piuttosto che periferico.
Il crampo al piede, interessando una singola regione corporea, è una severa
distonia focale. La distonia è un disturbo neurologico caratterizzato da una
sostenuta, cioè protratta nel tempo, contrazione della muscolatura e spasmi
che portano a movimenti e posture anormali e sembra che sia causata da
anomalie neurochimiche dei gangli della basale, la parte cerebrale coinvolta
nella malattia di Parkinson.
I
pazienti parkinsoniani hanno un particolare tipo di crampo al piede,
caratterizzato dall’estensione delle dita dei piedi (con l'alluce in su)
oppure dalla torsione (rotazione verso l’interno) del piede.
I
crampi possono manifestarsi durante il giorno oppure di notte e, se
disturbano il sonno, sono particolarmente fastidiosi. Anche al mattino, al
risveglio, possono comparire fenomeni distonici che interessano di
preferenza il piede e sono spesso accompagnati da dolore.
Il crampo al piede si presenta abitualmente sul lato dove sono più
evidenti i segni parkinsoniani.
Spesso la distonia non è individuata come causa dei crampi muscolari.
Si può anche verificare che pazienti con distonie siano del tutto ignari di
essere affetti da parkinsonismo; i crampi muscolari, effettivamente, possono
precedere anche di anni l'inizio dei sintomi parkinsoniani.
Non ci sono test di laboratorio che possono distinguere la distonia da altre
cause che provocano i crampi muscolari, sebbene un esame neurologico e test
specifici potrebbero indicare con esattezza la loro causa.
Qualche forma distonica - quale il blefarospasmo (chiusura involontaria
delle palpebre) oppure il torcicollo (rotazione involontaria del collo) -
sono disturbi comuni che si presentano nella popolazione in generale.
Nella malattia di Parkinson, con la somministrazione di levodopa/carbidopa (Sinemet®)
oppure levodopa/benserazide (Madopar®), le distonia focali possono essere
causate dall’assumere troppa o troppo poca levodopa.
La distonia si può manifestare anche durante i periodi di beneficio clinico,
quando il livello ematico della levodopa ha raggiunto il suo picco
farmacologico oppure si tratta di distonie che tendono a comparire in
coincidenza con la fine del ciclo di risposta alla levodopa, quando gli
effetti del farmaco diminuiscono (wear off).
Terapia
Per contrastare i crampi al piede, può risultare utile apportare
delle variazioni al dosaggio della levodopa o all’orario di assunzione
oppure assumere levodopa a lento rilascio (Sinemet CR®, Madopar CR®). Può
dimostrarsi efficace anche la somministrazione di selegilina, un inibitore
delle monoamino-ossidasi B (MAO-B), che accresce l’effetto sintomatico della
levodopa.
Una dose serale di levodopa a lento rilascio, di pergolide (Nopar®), o di
bromocriptina (Parlodel®) può prevenire al risveglio la distonia del piede
del mattino.
Alcuni pazienti rispondono in maniera positiva agli anticolinergici come il
triesifenidile (Artane®), agli antiepilettici come il ciclobenzaprine (Flexeril®)
e il baclofene (Lioresal®), all’anticonvulsivante clonazepam (Rivotril®).
Tra i farmaci ad azione locale la tossina botulinica (Botox®) rappresenta un
trattamento efficace.
La tossina botulinica, iniettata nel muscolo appropriato, riduce l'intensità
degli spasmi e i suoi effetti benefici possono durare alcuni mesi dopo
l'iniezione.
In generale il controllo maggiore del fenomeno distonico si ottiene con le
prime inoculazioni di tossina botulinica, in seguito, benché ripetute
inoculazioni continuino a produrre un miglioramento dei sintomi, tuttavia
l'effetto della singola infiltrazione è ridotto.
La tossina botulinica è inoltre utilizzata per contrastare il tremore
parkinsoniano, il tremore essenziale benigno e diversi tipi di distonie non
sempre connessi con la malattia di Parkinson. Tra questi sono inclusi: la
distonia cervicale (torcicollo), il blefarospasmo, la distonia
oro-mandibolare, il crampo dello scrivano, la distonia laringea (spasmi
delle corde vocali), la balbuzie, lo strabismo, gli spasmi ai larghi muscoli
(come i muscoli pettorali) dovuti ad ictus, traumi cranici e sclerosi
multipla. Un’attenta valutazione da parte dello specialista del tempo che
intercorre tra la comparsa del crampo del piede e l’assunzione della
levodopa può essere di aiuto per individuare la terapia più adeguata a
contrastare questo sintomo doloroso della malattia di Parkinson.
Apportando delle modifiche alle modalità di assunzione della levodopa oppure
associando altri farmaci antiparkinson si può regolare la trasmissione dei
segnali del cervello che innescano la contrazione muscolare oppure lo stesso
muscolo può essere “paralizzato” con la tossina botulinica.
APDA
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