|
Per alimentarsi bene
L'abbigliamento pił adatto
Per facilitare la scrittura
Parlare al telefono

PER
ALIMENTARSI BENE
Il
sintomo della rigiditą puņ interessare anche i muscoli del viso, della
deglutizione e della masticazione. La postura flessa costituisce,
inoltre, un ulteriore impedimento a carico dei muscoli della mano e del
braccio rendendo maggiormente difficoltosa l'esecuzione corretta del
gesto (avvicinamento e sostegno della posata alla bocca).
L'obiettivo č di salvaguardare sempre l'autonomia del malato che deve,
quindi, cercare di mangiare da solo, senza alcun aiuto esterno. A questo
proposito č possibile acquistare in commercio degli ausili molto
efficaci.
Esistono posate con grosse impugnature anatomiche che ne facilitano la
presa. I bicchieri, poi, possono essere di vario tipo: con doppio fondo
che restando sempre in piedi non fanno rovesciare il contenuto; con un
manico oppure due cosicché, usando tutte e due le mani, il paziente puņ
bere da solo o con "beccuccio" che, in caso di difficoltą
motoria causata da tremore o da rallentamento dei movimenti, agevola il
paziente nel bere.
Il piatto che si pone davanti al malato deve contenere cibo appetitoso e
gustoso, possibilmente caldo, non troppo per evitare che il malato possa
scottarsi, ma nemmeno troppo freddo da inibire la sua voglia di
mangiare. Si č dimostrato comodo l'utilizzo di uno scaldavivande per
mantenere il cibo caldo. In questo modo, il paziente puņ alimentarsi da
solo gustando cibi tiepidi, non freddi, dall'inizio alla fine del
pranzo.
Sono stati brevettati piatti con forme particolari per agevolare il
malato durante i pasti.
Ad esempio, quelli con il fondo leggermente inclinato lo agevolano con
la minestra (grossa fonte di difficoltą!). In caso di tremore, la
minestra si versa inesorabilmente dal cucchiaio.
In queste situazioni due sono le possibilitą: il lasciar fare, con il
rischio che il malato non possa mangiare in modo adeguato oppure
intervenire, imboccando il malato. Molte volte si tratta di un problema
di sensibilitą. E' il familiare che deve valutare obiettivamente la
situazione: se intervenire oppure no. Nel caso in cui si presenta un
problema di deglutizione, bere dell'acqua fredda generalmente č un buon
rimedio. E' qualcosa di fastidioso ma aiuta il riflesso della
deglutizione.
La consistenza dei cibi deve essere non troppo liquida, pastosa o dura:
quella tipo yogurt oppure omogeneizzato č la migliore.
In ogni caso č molto importante cercare di mantenere orari regolari nei
pasti.
PAOLA
CORRADI
Terapista della Riabilitazione presso il Centro Medico Sociale "Don
Carlo Gnocchi" di Parma


L'ABBIGLIAMENTO
La
minore coordinazione del movimento delle mani che si manifesta con la
malattia di Parkinson, puņ causare notevoli difficoltą al paziente
durante lo svolgimento delle normali attivitą quotidiane.
Conseguentemente, anche vestirsi e spogliarsi puņ divenire, per il
malato, alquanto problematico e difficoltoso.
Apportare talune semplici ma funzionali modifiche agli abituali capi di
abbigliamento potrą, tuttavia, consentire al malato di continuare ad
indossarli autonomamente mantenendo, nello stesso tempo, il proprio
stile e la propria personalitą.
A tal fine, si ritiene opportuno indicare alcuni utili accorgimenti:
- optare per la cravatta con
il nodo gią pronto e con l'elastico posteriore (che ne facilita la
vestibilitą);
- sostituire i bottoni con cerniere lampo oppure con strisce autoadesive
a strappo (velcro). Queste ultime consentono la chiusura degli indumenti
mediante una leggera pressione delle dita;
- cucire, ad esempio, i bottoni dei polsini della camicia con il filo
elastico. In tal modo, al passaggio delle mani, i polsini si allargano
automaticamente. Non occorre, quindi, sbottonarli ed abbottonarli;
- preferire cerniere con un
anello piuttosto largo che ne agevola la presa e consente di
chiudere e aprire la cerniera pił facilmente;
- servirsi di un allacciabottoni per far passare il bottone attraverso
l'asola. Al paziente risulta, infatti, molto pił comodo maneggiare
questo ausilio (la cui impugnatura presenta una buona afferrabilitą)
piuttosto che un piccolo bottone;
- scegliere calzature senza lacci (tipo mocassino) oppure procurarsi
stringhe elastiche. Ciņ eviterą sia di allacciarsi, sia di slacciarsi
le scarpe. Per infilarsi le
scarpe pił comodamente, si consiglia di utilizzare un calzascarpe con
il manico lungo;
- non indossare calzature con suole di gomma o di para che potrebbero
far cadere in avanti il malato a causa dell'attrito che provocano con il
pavimento;
- preferire, se si debbono acquistare nuovi capi di abbigliamento, abiti
larghi e comodi, facili da indossare, provvisti di una idonea chiusura
sul davanti;
- non usare elastici oppure giarrettiere per fermare i calzini o le
calze (peggiorano la circolazione del sangue);
- disporre i vestiti sopra una sedia, nell'ordine in cui dovranno
essere, poi, indossati;
- si raccomanda ai familiari di rispettare sempre i tempi del malato,
necessari per vestirsi e per spogliarsi, evitando (se possibile) di
aiutarlo. E' importante, infatti, che il paziente conservi,
nell'effettuazione di qualsiasi tipo di attivitą (e, specialmente di
quelle personali), la propria autonomia ed indipendenza.


PER FACILITARE LA SCRITTURA
Nel malato di morbo di Parkinson si manifestano, generalmente, nel corso della malattia e spesso gią all'esordio, delle caratteristiche modificazioni nella scrittura a causa del rallentamento dei movimenti e di una minore destrezza manuale. Le lettere alfabetiche tendono, infatti, ad essere tracciate con caratteri sempre pił piccoli man mano che il paziente continua a scrivere (micrografia).
Per migliorare l'abilitą di scrittura del paziente, č opportuno che vengano utilizzate penne piuttosto pesanti e con una grossa impugnatura le quali si sono dimostrate maggiormente maneggevoli, specialmente nei casi di tremore. Optare, poi, per i caratteri stampatello, costituisce un altro valido accorgimento la cui osservanza potrą sicuramente agevolare il malato nella scrittura rendendola, nello stesso tempo, pił chiara e comprensibile. Tali caratteri, infatti, oltre a presentare una buona leggibilitą, risultano particolarmente semplici da tracciare grazie alla loro forma essenzialmente geometrica.
Le difficoltą derivanti dalla scrittura manuale possono essere anche superate utilizzando la macchina da scrivere oppure il computer.
Notiziario UP - Anno III - N. 2


PARLARE
AL TELEFONO
Ho
grande difficoltą a comunicare telefonicamente con mia madre. Alcune
volte preferisco farle una visita in pił piuttosto che chiamarla al
telefono. All'inizio della telefonata mi sembra che vada tutto bene ma,
mano a mano che parliamo, la sua voce tende ad affievolirsi sempre di pił
ed, alla fine, non afferro quasi le parole.
Un
familiare
Le
difficoltą comunicative, al telefono, sono comuni a molti malati
parkinsoniani. Si tratta, in questi casi, di problematiche riguardanti
il tono della voce.
Per aiutare il malato parkinsoniano a controllare queste alterazioni,
procediamo, durante le sedute di logopedia, a far effettuare al malato
sia una serie di esercizi respiratori, sia dei vocalizzi.
Anche l'utilizzo dello stesso apparecchio telefonico, nel corso delle
sedute di riabilitazione, puņ
risultare molto efficace. In questo modo, vengono simulate dal vivo
delle telefonate. La persona, oltre ad acquisire una maggiore confidenza
con il telefono, impara con maggiore facilitą a mettere in atto le
strategie pił idonee per controllare la respirazione. Deve, infatti,
inspirare frequentemente per conservare un buon rifornimento di aria.
Mantenere un flusso di aria costante durante la comunicazione aiuta a
sostenere il tono e il volume della voce.
CRISTINA
TAGLIAVINI
Logopedista
Servizio di Neuropsicologia
Centro Sociale "Don Carlo Gnocchi" - Parma
|