ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO A SOSTEGNO DEI MALATI DI MORBO DI PARKINSON

 

Agevolazioni economiche
Agevolazioni economiche archivio
Agevolazioni fiscali


Le agevolazioni fiscali

Iva agevolata sui veicoli
Iva agevolata sui veicoli ed eredi: risoluzione
Il bonus famiglia
Novità fiscali 2008 per le ONLUS
Per farmaci e ticket occorre il codice fiscale
Novità fiscali 2007
Novità 2007: il 5 per mille al volontariato
Spese sanitarie: pannoloni per incontinenti
Bonus bebè: prime indicazioni sul contributo di 1.000,00 Euro

Gli aiuti per la casa (barriere architettoniche)
Agevolazioni fiscali per disabili e anziani

Dal medico con il codice fiscale
Le novità fiscali 2005
L'indennità di invalidità non è pignorabile
Contribuente invalido: i requisiti non mutano
Non detraibili le spese per la badante che non ha un diploma di specializzazione
Il materasso in lattice non è una spesa medica
Acquisto medicinali: detrazione IRPEF
Ristrutturazione edilizia: detrazione IRPEF del 36%
Oneri deducibili: spesa per assistenza specifica sostenute da Istituti di assistenza
La richiesta di contributi per i portatori di handicap
Cosa si intende per deducibilità e detraibilità di una spesa dal proprio reddito
La distribuzione delle ferie della colf ad ore
Deduzione di spese mediche e di assistenza specifica
Spese di assistenza specifica deducibili
Detrazione di spese mediche e di assistenza specifica
Assistenza infermieristica deducibile per l'invalido
Assistenza indiretta: rimborso di spese per cure
Deducibilità ai fini delle imposte sul reddito delle erogazioni a favore di associazioni ONLUS
Riconoscimento di handicap (L. 104/92): benefici fiscali
Soppressione dell'imposta sulle successioni e donazioni
Agevolazioni fiscali per i mezzi di locomozione e per gli altri mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici
Disabili: per il beneficio serve il certificato ASL- Strumenti di comunicazione (computer...)
Se il disabile si dimentica di scalare l'autovettura
Auto: l'agevolazione dipende dal grado di disabilità
Lavori con aliquota al 4% per abbattere le barriere architettoniche
Barriere architettoniche: lo sconto per la rimozione
Telefoni cellulari: esenzione tassa di concessione governativa

 



IVA AGEVOLATA SUI VEICOLI
 

Le persone con disabilità che godono di agevolazioni fiscali sull’acquisto di un veicolo destinato al loro trasporto, non possono nuovamente accedere all’IVA agevolata e alla detrazione IRPEF del 19% della spesa sostenuta prima che siano trascorsi quattro anni.
Per l’IVA è ammessa una deroga nel caso in cui il veicolo venga distrutto prima dei quattro anni e cancellato dal pubblico registro automobilistico.
Per l’IRPEF è ammessa una deroga solo anche nel caso in cui il veicolo venga rubato e non più ritrovato. La spesa detraibile in questo caso è defalcata dal rimborso assicurativo.
Misure antielusive
Nel 2006, tuttavia, sono state introdotte nuove misure antielusive.
L'articolo 1 comma 36 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ha stabilito che: in caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito delle autovetture per le quali l'acquirente ha usufruito dei benefici fiscali prima del decorso del termine di due anni dall'acquisto, è dovuta la differenza fra l'imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall'applicazione delle agevolazioni stesse.
La disposizione non si applica per i disabili che, in seguito a mutate necessità dovute al proprio handicap, cedano il proprio veicolo per acquistarne un altro su cui realizzare nuovi e diversi adattamenti.
Pertanto fino ai due anni se si cede il veicolo (auto o, in alcuni casi, motoveicolo), si devono restituire i benefici ottenuti, e fino ai quattro anni non si può comunque accedere nuovamente alle agevolazioni fiscali.
 


IVA AGEVOLATA SUI VEICOLI ED EREDI:
NUOVA RISOLUZIONE

L’Agenzia delle Entrate precisa che gli eredi non sono tenuti alla restituzione dell’IVA agevolata sui veicoli acquistati da parenti con disabilità deceduti prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto.

La risoluzione n. 136/E dell’Agenzia delle Entrate (28 maggio 2009) chiarisce un dubbio applicativo finora oggetto di diverse interpretazioni: nel caso di decesso del disabile prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto, gli eredi devono pagare la differenza fra l’IVA agevolata (4%) e quella ordinaria (20%)?

A parere dell’Agenzia delle Entrate, l’accettazione dell’eredità di un “veicolo agevolato” non rientra fra gli intenti antielusivi previsti dal Legislatore, nemmeno se l’erede decide di rivendere quel veicolo prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto.
Pertanto l’erede non deve pagare la differenza (16%) di IVA né rimborsare le detrazioni IRPEF.
Si ricorda, invece, che l’esenzione dal pagamento del bollo auto decade al decesso del disabile per la mancanza del requisito soggettivo.



IL BONUS FAMIGLIA

Il bonus famiglia potrà essere erogato dai datori di lavoro e dagli enti pensionistici fino al 31 marzo 2009, inoltre, potranno ricevere il contributo anche i nuclei familiari con persone disabili indipendentemente dal fatto che si tratti dei figli del richiedente.
Il beneficio è stato esteso agli extracomunitari, purché residenti in Italia, anche se i familiari a carico vivono all'estero.
Si applica anche la "non cumulabilità" del beneficio per genitori separati, divorziati o non sposati. I figli a carico di un genitore potranno perciò partecipare unicamente al bonus di quel nucleo familiare, ma anche i figli a carico di entrambi i genitori potranno comparire, per l'erogazione del bonus, solamente in uno dei due nuclei familiari.
Passa poi al 30 aprile 2009 il termine per presentare la richiesta del bonus alle Entrate in tutti i casi in cui le somme non sono erogate dal sostituto.
 



NOVITA' FISCALI 2008 PER LE ONLUS

IL 5 PER MILLE DEL GETTITO IRPEF DESTINATO A VOLONTARIATO, RICERCA E SOCIALE 
Anche per l’anno d’imposta 2007 (art. 3, commi 4-11 Legge 244/07) sarà possibile destinare il 5 per mille del gettito IRPEF ad iniziative a sostegno del volontariato, della ricerca scientifica e della ricerca sanitaria, secondo il meccanismo già sperimentato per l’anno 2005 e rinnovato per il 2006, ed analogo a quello per la scelta dell’8 per mille da destinare alle varie confessioni religiose.

E’ previsto che le associazioni beneficiarie, entro un anno dall’erogazione del contributo, debbano redigere un apposito rendiconto dell’utilizzo delle somme ad esse attribuite.

Inoltre, con l’art. 20 della legge 29.11.2007 n° 222, che ha convertito il D.L. n° 248/07, anche le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI possono partecipare al riparto pregresso del 5 per mille per gli anni 2005 e 2006; tale disposizione presumibilmente andrà a vantaggio solo di quelle associazioni che, pur nel silenzio della legge, si siano comunque iscritte negli appositi elenchi, e siano state beneficiate dalle preferenze dei contribuenti.

Non sono state ancora emanate le disposizioni applicative al fine di accedere al beneficio; si presume che le modalità saranno analoghe a quelle vigenti il precedente anno (domanda da inviare all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica registrandosi al servizio Entratel o a mezzo intermediari abilitati entro un termine prefissato).
La pubblicazione del previsto D.P.C.M. attuativo verrà, come di consueto, comunicata immediatamente alle associazioni; raccomandiamo peraltro sin da ora il rispetto della tempistica e delle procedure previste, pena il mancato riconoscimento – anche per motivazioni strettamente formali - delle somme destinate dai contribuenti alle associazioni.

MODIFICHE AL REDDITO D’IMPRESA
Con decorrenza 1.1.2008, sono state introdotte modifiche al reddito d’impresa; le più significative per gli enti non commerciali sono rappresentate dalla diminuzione dell’aliquota IRES dal 33% al 27,5%, e dalla diminuzione dell’aliquota IRAP dal 4,25% al 3,9% (ferme restando le aliquote agevolate previste dalle singole Regioni per ONLUS ed altri enti non profit);

GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE
Vengono disciplinati i "gruppi di acquisto solidale" che esercitano l’attività di acquisto collettivo di beni e loro successiva distribuzione nei confronti degli aderenti, senza applicazione di alcun ricarico. In particolare per essi, se svolgono tale attività con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale (esclusa l’attività di somministrazione e vendita) le operazioni attive (quindi rivendita dei beni agli aderenti) sono escluse da IVA, mentre rimane ovviamente ferma l’applicazione dell’IVA sugli acquisti effettuati dal gruppo.

CESSIONE GRATUITA DI BENI ALLE ONLUS DA PARTE DI IMPRESE
Viene rafforzata l’agevolazione prevista per le cessioni gratuite di beni prodotti o commercializzati da imprese nei confronti di ONLUS: infatti la donazione di tali beni, non più normalmente commercializzabili, non è considerata ricavo sino ad un importo pari al 5% del reddito d’impresa, ed il relativo costo d’acquisto o produzione è completamente deducibile. Ai fini IVA i predetti beni sono considerati distrutti (e quindi fuori campo IVA, con conseguente disapplicazione del meccanismo penalizzante del "pro-rata" di detraibilità)

AGEVOLAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
E’ stata prorogata al 31.12.2010 e confermata al 36% la detrazione ai fini IRPEF sulle spese di ristrutturazione edilizia per gli immobili ad uso abitativo, così come la detrazione IRES ed IRPEF pari al 55% delle spese sostenute per risparmio energetico (pannelli solari, sostituzione caldaie e infissi, ecc.). E’ stata altresì confermata sino al 2010 l’aliquota IVA agevolata al 10% per le spese di manutenzione nel settore dell’edilizia.

DISPOSIZIONI VARIE
Sono state introdotte, con decorrenza 2008, le seguenti disposizioni:

  • Introduzione di un regime forfettario per contribuenti "minimi" (ricavi o compensi inferiori ad € 30.000,00) con agevolazioni in merito ad aliquota d’imposta ed adempimenti contabili;
  • Detrazione IRPEF per canoni di locazione sostenuti da contribuenti a basso reddito;
  • Detrazione IRPEF per spese di abbonamento a trasporto pubblico (bus e treno);
  • Esenzione da canone RAI per ultra75enni con reddito annuo inferiore ad € 6.714;
  • Aumento della detrazione ICI per abitazione principale fino ad un massimo di € 200,00;

MOD 770 - CERTIFICAZIONI PER RITENUTE D’ACCONTO
Ricordiamo che la scadenza per la presentazione del Mod. 770 Semplificato relativo all’anno d’imposta 2007 è stata anticipata al 31.3.2008, salvo eventuali proroghe. Anche il termine per il rilascio delle le certificazioni di ritenute d’acconto operate nel 2007 nei confronti di dipendenti (Mod. CUD), professionisti e lavoratori autonomi è stato anticipato al prossimo 28 Febbraio 2008.

 


PER FARMACI E TICKET OCCORRE IL CODICE FISCALE

Dall’1 gennaio 2008 è obbligatoria la tessera sanitaria con il codice fiscale quando il paziente acquista un farmaco a pagamento o deve pagare il ticket. Ma le tessere sanitarie non sono arrivate a tutti e molti farmacisti fanno difficoltà. Il Ministero della Salute, in una circolare inviata alle farmacie, precisa: in attesa che la situazione si normalizzi, il farmacista è obbligato a fornire il farmaco e il paziente può utilizzare il documento sul quale è impresso il codice fiscale.
Da La Repubblica del 18.01.08

 


NOVITA' FISCALI 2007

AGEVOLAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
È stata prorogata al 31.12.2007 e confermata al 36% la detrazione ai fini IRPEF sulle spese di ristrutturazione edilizia per gli immobili ad uso abitativo, entro il limite annuo per abitazione di € 48.000 e con rateizzazione in 10 anni. E' stata altresì confermata per il 2007 l'aliquota IVA agevolata al 10% per le spese di manutenzione nel settore dell'edilizia, con separata indicazione nelle relative fatture dell'importo relativo alle prestazioni di manodopera.
Viene inoltre introdotta una nuova detrazione IRPEF pari al 55% delle spese sostenute per risparmio energetico (pannelli solari, sostituzione caldaie e infissi, ecc.) con rateizzazione in 3 anni, ed una ulteriore detrazione IRPEF pari al 20% per la sostituzione di frigoriferi e televisori. Ulteriori chiarimenti verranno diramati entro il 28.2.2007 con apposita circolare ministeriale.

TERMINI PER VERSAMENTO E PRESENTAZIONE DICHIARAZIONI
Sono stati anticipati i seguenti termini di versamento di imposte e di presentazione di dichiarazioni fiscali:

·         versamento saldo IRPEF/IRES/IRAP 2006: 16.6.2007 (termine precedente: 20 Giugno);

·         versamento acconto ICI 2007: 16.6.2007 (termine precedente: 30 Giugno);

·         versamento saldo ICI 2007: 16.12.2007 (termine precedente: 20 Dicembre);

·         Invio telematico Mod. 730, UNICO persone fisiche, soc. di persone e capitali ed enti non commerciali: 31.7.2007 (termine precedente: 31 Ottobre).

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI COMMERCIANTI/ARTIGIANI E CO.PRO.
Dal 1.1.2007 viene elevata al 19.50% l'aliquota contributiva dovuta dagli iscritti alle gestioni commercianti ed artigiani dell'INPS (20% dal 1.1.2008). Viene altresì elevata al 23% (rispetto al precedente 18,20%) l'aliquota per i titolari di contratti di lavoro a progetto (ex co.co.co.) non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria, mentre viene fissata al 16% l'aliquota per gli stessi soggetti sia iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria, sia titolari di pensione diretta.

RITENUTA 4% SU PRESTAZIONI A FAVORE DI CONDOMINI
È stata introdotta dal 1.1.2007 la ritenuta d'acconto del 4% sulle prestazioni relative a contratti d'appalto d'opera e servizi effettuate a favore dei condomini, incluse le prestazioni d'impresa occasionali. Sono escluse le prestazioni svolte da lavoratori autonomi, in quanto già assoggettate a ritenuta d'acconto del 20%.

LIMITAZIONI A COMPENSAZIONI CON MOD. F24
È introdotto dal 1.1.2007 l'obbligo di richiedere l'autorizzazione per l'effettuazione di compensazioni con Mod. F24 che eccedono l'ammontare di € 10.000,00. Tale autorizzazione andrà richiesta in via telematica entro il 5° giorno antecedente quello previsto per la compensazione, e si riterrà concessa se entro i 3 giorni successivi alla richiesta non verrà effettuata nessuna comunicazione da parte dell'Agenzia delle Entrate (silenzio-assenso). L'operatività di tale disposizione è peraltro subordinata all'emanazione di apposito provvedimento attuativo, ad oggi non ancora avvenuta, per cui tale limitazione è da considerarsi non ancora in vigore.

AGENZIA PER LE ONLUS
Vi segnaliamo che è stata interamente rinnovata la composizione dell'Agenzia delle ONLUS: in particolare Stefano Zamagni, docente di Economia all'Università degli Studi di Bologna, è stato nominato Presidente in sostituzione di Lorenzo Ornaghi.

CERTIFICAZIONI PER RITENUTE D'ACCONTO
Ricordiamo alle associazioni che devono rilasciare agli interessati, entro il prossimo 15 Marzo 2007, le certificazioni di ritenute d'acconto operate nel 2006 nei confronti di dipendenti (Mod. CUD), professionisti e lavoratori autonomi.

 IMPOSTA SU SUCCESSIONI E DONAZIONI
È stata reintrodotta, con decorrenza 3 Ottobre 2006, la imposta su successioni e donazioni che, analogamente alla versione antecedente poi abrogata, prevede aliquote di tassazione crescenti all'aumentare del grado di parentela con il defunto/donante, come segue:
-  4% per coniuge e parenti in linea retta, con una franchigia di € 1.000.000,00 per singolo beneficiario;
- 6% per parenti fino al quarto grado ed affini sino al terzo grado, con una franchigia di € 100.000,00 per ciascun fratello o sorella;
- 8% per tutti gli altri soggetti, senza alcuna franchigia.
Sono altresì previste ulteriori facilitazioni per il passaggio di proprietà di aziende e quote di società "di famiglia".

RIFORMA DEL T.F.R.
È stata anticipata al 2007 la riforma del T.F.R., che prevede, in sintesi, le seguenti opzioni, da esercitarsi entro il 30.6.2007 da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato (compreso il settore non-profit), per la quota di T.F.R. che maturerà dall'anno 2007 in avanti:
- imprese con meno di 50 dipendenti: si potrà scegliere di destinare la quota T.F.R. a forme pensionistiche complementari o di lasciarla presso l'azienda;
- imprese con almeno 50 dipendenti: si potrà scegliere di destinare la quota T.F.R. a forme pensionistiche complementari o ad costituendo Fondo speciale gestito dall'INPS.
Viene inoltre profondamente modificata la disciplina delle anticipazioni e dei riscatti del capitale accumulato, della portabilità dell'investimento effettuato nel fondo, e delle prestazioni da erogare al termine della attività lavorativa.



NOVITA' 2007: IL 5 PER MILLE AL VOLONTARIATO

Di seguito le più recenti novità fiscali e legislative introdotte dalla Legge Finanziaria 2007 (Legge 27.12.2006 n° 296) e da altre recenti disposizioni normative fiscali, che riteniamo possano interessare le associazioni di volontariato, di promozione sociale e gli enti non commerciali in genere.

5 PER MILLE DEL GETTITO IRPEF DESTINATO AL VOLONTARIATO,
RICERCA E SOCIALE

Anche per l'anno d'imposta 2006 (art. 1, comma 1234 e segg. Legge 296/06) sarà possibile destinare il 5 per mille del gettito IRPEF ad iniziative a sostegno del volontariato, della ricerca scientifica e della ricerca sanitaria, secondo il meccanismo già sperimentato per l'anno 2005, ed analogo a quello per la scelta dell'8 per mille da destinare alle varie confessioni religiose.
In particolare, potranno beneficiare della ripartizione dei fondi i seguenti soggetti:
- ONLUS di cui all'art. 10 del D. Lgs. n. 460/1997 (comprese le ONLUS di diritto di cui al comma 8, quali le Organizzazioni di Volontariato, e le ONLUS limitatamente ad alcune attività di cui al comma 9);
- Associazioni di promozione sociale, iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali previsti dall'art. 7, commi 1, 2, 3 e 4 di cui alla legge 383/2000;
- Associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'art. 10, comma 1, lettera a) del D. Lgs. n. 460/1997 (settori di attività tipici ONLUS).
Rispetto al precedente anno, sono state escluse dal beneficio le Fondazioni (che non abbiano anche la qualifica di ONLUS) ed i comuni. Inoltre viene inserito un tetto complessivo di finanziamento pari a 250 milioni di Euro, parte del quale verrà destinato a finanziare l'Agenzia delle ONLUS e le organizzazioni rappresentative del Terzo Settore.
Non sono state ancora emanate le disposizioni applicative al fine di accedere al beneficio. La pubblicazione del previsto D.P.C.M. attuativo verrà, come di consueto, comunicata tempestivamente alle associazioni.

 


SPESE SANITARIE:PANNOLONI PER INCONTINENTI

D. La spesa per l'acquisto di pannoloni per incontinenti è da includersi tra le spese mediche. I pannoloni, infatti, sono mezzi ausiliari di un organo carente o menomato nella sua funzionalità, così come previsto dal D.M. 27 agosto 1999 n. 332 emanato dal Ministero della sanità. Considerato che si tratta di spesa sanitaria e che la norma non prevede limitazioni riguardo alla struttura che commercializza il prodotto, possiamo considerare detraibile la spesa anche se l'acquisto è stato effettuato in un supermercato?

R. Ai fini dell'individuazione delle spese sanitarie, la circolare n. 25/E del 6 febbraio 1997 ha chiarito che, per quanto riguarda le spese sanitarie per le quali può risultare dubbio l'inquadramento in una delle tipologie elencate nell'art. 15, comma 1, lettera c), del TUIR, occorre fare riferimento ai provvedimenti del Ministero della sanità che contengono l'elenco delle specialità farmaceutiche, delle protesi e delle prestazioni specialistiche.
Il D.M. 27 agosto 1999 n. 332, emanato dal Ministero della sanità, elenca, nell'allegato 1 (nomenclatore tariffario delle protesi), tra le prestazioni di assistenza protesica, erogabili nell'ambito del servizio sanitario nazionale, gli ausili per incontinenti, compresi i pannoloni.
Ne consegue che le spese sostenute per i predetti mezzi di ausilio rientrano tra quelle per le quali spetta la detrazione ai sensi dell'art. 15, comma 1, lettera c), del TUIR.
Per documentare la detrazione in esame si richiede la certificazione fiscale (ad esempio, scontrino fiscale) emessa dal rivenditore commerciale, che deve necessariamente contenere la descrizione del prodotto acquistato, e in ogni caso, la prescrizione del medico.
In alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere a richiesta degli uffici una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante la necessità per la quale è stato acquistato l'ausilio, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore.

 


BONUS BEBÈ 2005-2006: PRIME INDICAZIONI SUL CONTRIBUTO DI 1.000,00 EURO

La legge Finanziaria del 2006 ha istituito un Fondo di 1.140 milioni di euro presso il Ministero dell'economia e delle finanze per la realizzazione di interventi volti al sostegno delle famiglie e della solidarietà per lo sviluppo socio-economico.
E' così predisposta l'erogazione di un bonus di 1.000,00 € per ogni figlio nato o adottato nell'anno 2005 e per ogni figlio secondo nato, o ulteriore per ordine di nascita, o adottato nell'anno 2006. Ha diritto al 'bonus bebè' chi esercita la potestà sui figli, è cittadino italiano o comunitario, è residente in Italia ed appartiene a un nucleo familiare con un reddito complessivo non superiore a 50.000 €, a seconda dell'anno di riferimento. Sul sito del Ministero del Welfare sono pubblicate le prime indicazioni, criteri e requisiti, anche in riferimento all'autocertificazione del reddito. Sarà il Ministero dell'economia e delle finanze a comunicare agli interessati quali saranno gli Uffici postali presso i quali sarà possibile riscuotere l'assegno.
Le indicazioni e gli articoli della legge finanziaria: http://www.welfare.gov.it/EaChannel/Aggiornamenti/bonusbebe120105.htm

 


GLI AIUTI PER LA CASA

La legge 13/89 sull’abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture private, stabilisce che per le nuove costruzioni tutte le parti comuni di qualsiasi edificio privato devono permettere l’accesso di persone in carrozzella, così come gli accessi alle singole unità immobiliari.
Ma cosa è previsto per case o condomini già esistenti?
Nel caso che in un condominio risieda un portatore di handicap e lo stesso, o chi ne esercita la tutela, intenda portare innovazioni alle parti comuni dello stabile atte a rimuovere gli ostacoli che impediscono la mobilità, deve sottoporre all’approvazione dei condomini le innovazioni che intende apportare. Nel caso in cui l’assemblea approvi, le spese delle innovazioni vengono suddivise tra i condomini come da regolamento.
Nel caso in cui il condominio rifiuti di apportare le innovazioni o di non considerare la richiesta del disabile, questi può istallare, ma a sue spese, servoscala, nonché strutture facilmente rimovibili. Può anche modificare l’ampiezza della porta d’accesso per rendere più agevole l’ingresso agli edifici, garage ed ascensori. Se le innovazioni devono eseguirsi all’interno dell’alloggio abitato dal disabile a titolo di inquilino, le innovazioni sono possibili previo autorizzazione del proprietario e le spese sono a carico del conduttore.
La stessa legge 13/89 (art. 9) prevede contributi a fondo perduto per la realizzazione di opere finalizzate al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti.
Tali contributi (cumulabili con altri eventualmente concessi al singolo o al condominio) possono essere concessi al singolo portatore di handicap o al condominio nella misura indicata nella tabella indicata (Tabella A).
Le domande per accedere al contributo vanno presentate entro il 1° marzo di ogni anno al Comune. Presso i Comuni restano valide le graduatorie di chi aveva presentato domanda negli anni precedenti.
Il modulo per la presentazione della domanda, contenente l’indicazione di tutti i documenti necessari, è disponibile sul sito di Cittadinanzattiva (sezione moduli).

ENTITA’ DELLA SPESA                              CONTRIBUTI (QUOTA % DELLA SPESA)

fino a Euro 2.583,28                                                                 100%
da Euro       2,583,28 a Euro 12.911,42                                     25%
da Euro     12.911,42  a Euro 51.645,69                                      5%
oltre Euro 51.645,69                                                  Euro 7.101,28

Corriere salute- aprile 2005




AGEVOLAZIONI FISCALI PER DISABILI ED ANZIANI

La nuova "Guida alle agevolazioni per i disabili", che illustra in dettaglio i nuovi benefici fiscali, è disponibile alla pagina web www.agenziaentrate.gov.it.
All'interno della guida sono riportate le novità introdotte dalla Legge Finanziaria per il 2005, nella quale la principale novità consiste in una nuova deduzione dal reddito complessivo per le spese pagate dal contribuente agli addetti (badanti) alla propria assistenza personale, o a quella dei familiari, nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.
(PressVisione n. IV/266, 18-03-2005)



DAL MEDICO CON IL CODICE FISCALE

Dal 1° aprile 2005 cambiano i ricettari utilizzati da tutti i medici del Servizio sanitario per la prescrizione di farmaci, visite ed esami specialistici, ricoveri ospedalieri e cure termali. Per effetto della Legge finanziaria 2004 entra in vigore un nuovo modello in cui, oltre ai dati anagrafici, deve essere riportato il codice fiscale della persona assistita. Una raccomandazione: ricordarsi sempre, quando si va dal medico, di portare il numero di codice fiscale con sé. L’indicazione del codice fiscale è obbligatoria: se non c’è, non sarà possibile prenotare esami e prestazioni, o ritirare i medicinali in farmacia. Per cui è necessario che il cittadino porti con sé il codice fiscale quando va dal proprio medico, dallo specialista, agli sportelli Cup o nelle farmacie per prenotare visite od esami, o per ritirare i farmaci che gli sono stati prescritti. I nuovi ricettari serviranno, tra l’altro, a tenere maggiormente sotto controllo la spesa sanitaria.

 


LE NOVITA' FISCALI 2005

L’attuale normativa fiscale prevede di poter dedurre dal proprio reddito complessivo i cosiddetti oneri di famiglia, cioè una cifra forfetaria per ogni familiare a carico.
La cifra è diversa a seconda che il familiare a carico sia il coniuge, i figli, o un altro parente. Finora la deduzione era ammessa fino ad un certo limite di reddito.
La Finanziaria per il 2005 modifica la disciplina precedente eliminando innanzitutto il limite reddituale.
Inoltre innalza notevolmente le cifre forfetarie che ogni contribuente può dedurre.
Più precisamente:
- per il coniuge a carico si possono dedurre Euro 3.200,00 .
- per figli o altri familiari a carico si possono dedurre Euro 2.900,00.
Quest’ultima deduzione è aumentata a:
- Euro 3.450,00
per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;
-
Euro 3.700,00 per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Il testo approvato non richiede la gravità dell’handicap.
Tutte queste indicazioni vigono a partire dei redditi del 2005 (dichiarazione 2006).
Si tratta di aumenti senza dubbio significativi. Si pensi che la precedente deduzione per figli a carico con handicap era di 774,69 euro.
Questa misura infatti potrebbe costituire un’agevolazione reale solo per i ceti più abbienti. Qualsiasi contribuente, grazie a questa agevolazione, vede diminuire l’imposta lorda dovuta all’Erario. Sull’imposta lorda si operano tutta una serie detrazioni quali ad esempio le spese per l’acquisto di un veicolo destinato ad un disabile, le spese mediche, le spese per ausili.
Chi ha redditi bassi vede sì diminuire l’imposta (IRPEF) dovuta allo Stato, ma rischia di perdere l’opportunità di detrarre quelle spese, poiché la detrazione si effettua proprio sull’imposta lorda.
Se il reddito imponibile è talmente basso da non prevedere imposta, le spese sostenute non possono essere detratte. È un rischio che non corre chi invece ha redditi superiori.
Un’altra deduzione ammessa è quella per le spese documentate sostenute dal contribuente per gli addetti alla propria assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.
La deduzione massima ammessa è di Euro 1.820,00.

Questa deduzione non va confusa con quella, già prevista dalla normativa vigente, per l’assistenza specifica cioè prestata da personale medico, paramedico o assimilato. Su questo aspetto, che conserva dei coni d’ombra applicativi, non mancheranno successive indicazioni del Ministero dell’economia.

http://www.sorditalia.it/Home/modules.php?name=Newsletter



L’INDENNITA’ DI INVALIDITA’ NON E’ PIGNORABILE

Ho dato in locazione con regolare contratto un appartamento di sei vani ad una famiglia extracomunitaria.
Per motivi di salute del marito da 10 mesi non è stato più corrisposto il canone di locazione, le spese condominiali e il consumo dell’acqua quantificato in base ai millesimi di proprietà essendo lo stabile servito da un unico contatore.
Ho dato incarico all’avvocato di provvedere per il recupero delle spese.
Nell’arco di un mese è avvenuto lo sfratto, sono state consegnate le chiavi ma non è stato pagato quanto dovuto.
Inoltre, l’appartamento è stato lasciato in uno stato pietoso con rubinetteria mancante completamente fuori uso, servizi rotti, tapparelle distrutte, mattonelle del pavimento rotte, ecc..
Alcuni mesi dopo lo sfratto, all’ex inquilino è stato riconosciuto dall’Ufficio invalidi civili il grado di invalidità al 100%, con indennità di accompagnamento. Al sostentamento familiare provvede la moglie con lavori continui ma non ha un posto fisso.
Vorrei sapere se su disposizione del giudice posso ottenere quanto dovuto rivalendomi con quote mensili sull’indennità di invalidità e di accompagnamento.

Dalla lettura degli articoli 1587 e 1590 del Codice Civile si evince che il conduttore è tenuto a restituire la cosa avuta in locazione nel medesimo stato in cui l’ha ricevuta, osservando la diligenza del buon padre di famiglia per la durata della locazione e rispondendo della perdita del deterioramento della cosa medesima avvenuti nel corso della locazione, a meno che non provi che siano accaduti per causa a lui non imputabile.
Con particolare riguardo alla locazione di immobile, il conduttore ha quindi il dovere di riconsegnarlo nelle condizioni in cui esso si trovava quando è stato locato.
La violazione di tale obbligo può dare luogo sia all’esecuzione in forma specifica ai sensi dell’articolo 2931 del Codice Civile (volta ad ottenere una sentenza di condanna all’adempimento dell’obbligo di ripristinare l’anteriore stato delle cose), che all’obbligo del conduttore di risarcire il danno causato.
Per quanto riguarda la fase esecutiva del provvedimento giudiziale di condanna del conduttore moroso al pagamento dei canoni e delle spese condominiali, nonché delle somme dovute a titolo di risarcimento danni, non è possibile procedere con un pignoramento presso terzi (articoli 543 e seguenti del Codice di procedura Civile) sulla indennità di accompagnamento percepita dall’ex conduttore, poiché l’articolo 545 del Codice Procedura Civile dichiara espressamente impignorabile i crediti aventi ad oggetto sussidi di sostentamento o di malattia.
Il sole 24 ore- l’Esperto risponde (18.10.04)

 


CONTRIBUENTE INVALIDO: I REQUISITI NON MUTANO

I miei genitori sono proprietari di un appartamento acquistato nel 1986, al quarto piano di un condominio privo di ascensore. Mia madre è invalida permanente e non è in grado di abitare in quell'appartamento. E' possibile fruire dell'agevolazione prima casa indicando nel nuovo rogito l'impossibilità di abitare l'appartamento vecchio e dichiarando che entro un anno dall'acquisto di un altro appartamento, questo verrà rivenduto?

La risposta è negativa, in quanto l'inidoneità soggettiva non è un elemento atto a escludere la necessità della costanza dei normali requisiti per fruire delle agevolazioni nell'acquisto della prima casa. I genitori del lettore, se l'immobile da acquistarsi si trova nello stesso Comune ove si trova quello inabitabile, dovranno necessariamente vendere quest'ultimo prima del nuovo acquisto, e non successivamente. Se l'immobile da acquistarsi si trova in comune diverso, la medesima necessità sussisterà solo se i genitori, nel 1986, hanno fruito delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa.
Il sole 24 ore- l’Esperto risponde (18.10.04)

 


NON DETRAIBILI LE SPESE PER LA BADANTE CHE NON HA UN DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE

La Corte di Cassazione ha bocciato la richiesta di un contribuente milanese che aveva chiesto "il riconoscimento di oneri deducibili relativi alle spese relative all'assistenza specifica necessaria per la malattia della moglie, ormai in condizioni terminali.".
La sentenza ribadisce che non sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi le spese per l'assistenza delle persone malate se la badante che se ne occupa non è in possesso di diploma di specializzazione professionale sanitaria o parasanitaria.
(La Stampa, 17/09/2004)



IL MATERASSO IN LATTICE NON E’ UNA SPESA MEDICA

E’ possibile considerare spesa medica detraibile ai fini Irpef, l’acquisto di un materasso in lattice necessario per la cura di malanni alla schiena. In caso affermativo, è possibile sostituire la prescrizione medica con un’autocertificazione? L’acquisto deve essere effettuato esclusivamente presso una negozio di articoli ortopedici oppure può essere effettuato in un qualsiasi negozio?

Le spese mediche per le quali è ammessa la detrazione del 19% sono costituite esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica e dalle spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere.
Il materasso in lattice non rientra in alcuna delle fattispecie prima ricordate, non potendosi configurare neanche alla stregua di una protesi sanitaria.
Questo oggetto non è configurabile come un dispositivo medico di questo tipo, infatti, in quanto non si può affermare che esso presenti le caratteristiche  e le finalità proprie degli oggetti di protesi che hanno una funzione meccanica di ausilio o sostituzione di funzionalità fisiche ridotte o impedite.
Il sole 24 ore- l’Esperto risponde

 

ACQUISTO DI MEDICINALI: DETRAZIONE IRPEF

In relazione alla detrazione per spese mediche, nel cui ambito devono comprendersi anche le spese sostenute per l’acquisto di medicinali, si chiede quali siano i documenti idonei a consentire la detrazione considerato che nella maggioranza dei casi dagli scontrini emessi dalle farmacie non si evince chiaramente che il bene acquistato sia un medicinale.

Le istruzioni per la compilazione del modello 730/2004 dispongono che la documentazione della spesa sostenuta per i ticket potrà essere costituita dalla fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base in un unico esemplare corredata dallo scontrino fiscale rilasciato dalla farmacia, corrispondente all’importo del ticket pagato sui medicinali indicati sulla ricetta.
Nel caso di acquisto di medicinali da banco, acquistabili senza prescrizione medica, le stesse istruzioni dispongono che il contribuente deve conservare “idonea documentazione” rilasciata dal percettore delle somme (che può consistere anche nello scontrino fiscale) dalla quale deve risultare l’avvenuto acquisto dei detti medicinali e l’importo della  spesa sostenuta  oltre ad una autocertificazione attestante la necessità di detti acquisti al contribuente o al familiare a suo carico.
Tale autocertificazione deve essere sottoscritta dal contribuente che beneficia della detrazione fiscale senza obbligo di autenticazione della firma, essendo sufficiente che alla certificazione sia allegata una fotocopia del documento di identità di chi sottoscrive.
Si fa presente che nel caso in cui lo scontrino rilasciato dalle farmacie non rechi la dicitura “medicinali” o “farmaci” l’autocertificazione resa dal contribuente dovrà anche attestare che l’importo pagato è riferito all’acquisto degli stessi farmaci necessari al contribuente o ai familiari a suo carico, e non all’acquisto di altri prodotti non sanitari disponibili in farmacia.
SOLE 24 ORE- inserto dell’11 giugno 2004
 

 


RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Per la ristrutturazione edilizia di cui spetta la detrazione IRPEF del 36% delle spese sostenute per la loro realizzazione da ripartire in quote annuali decennali, si chiede se una volta compiuti gli anni 75 o 80 la rideterminazione delle quote di detrazione annuale può essere effettuata in qualsiasi momento?

L’articolo 2, comma 5, della legge n. 289 del 2002 prevede che i soggetti proprietari o titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio, di età non inferiore a 75 o 80 anni, possano ripartire la detrazione del 36% rispettivamente in cinque o tre quote annuali di pari importo.
Il raggiungimento dell’età indicata costituisce un termine iniziale a partite dal quale può essere derogata la disposizione di carattere generale che prevede la ripartizione della detrazione in dieci annualità.
Resta quindi nella disponibilità del contribuente la facoltà di operare tale più favorevole ripartizione anche a partire dai periodi di imposta successivi a quello in cui si verifica il raggiungimento del settantacinquesimo o ottantesimo anno di età, in relazione alle restanti quote di detrazione da far valere negli anni successivi.
SOLE 24 ORE- inserto dell’11 giugno 2004
  



ONERI DEDUCIBILI: SPESE PER ASSISTENZA SPECIFICA SOSTENUTE DA ISTITUTI DI ASSISTENZA PER ANZIANI

L’articolo 10, comma 1, lettera b) del DPR 917/86 prevede che le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave o permanente invalidità o menomazione, sostenute dai soggetti indicati nell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono deducibili dal reddito complessivo.
Poiché alcuni Istituti di assistenza per anziani rilasciano, sulla base di quanto previsto da una delibera regionale, una dichiarazione nella quale vengono indicate le “spese per prestazioni assistenziali continue e specifiche” sostenute da persone definite non autosufficienti e che tale situazione di non autosufficienza, secondo quanto riportato nella delibera regionale, può riguardare sia i portatori di handicap che le persone anziane, si chiede se, indipendentemente dalla normativa regionale, è in ogni caso necessario accertare il riconoscimento dell’invalidità da parte della commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 104/92 o da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, purché siano presenti le condizioni di minorazione previste dall’articolo 3 della citata legge 104/92.
Inoltre si chiede di conoscere se è comunque necessario che nella certificazione rilasciata vengano indicate la retta totale pagata e separatamente le spese mediche e quelle di assistenza specifica in modo da verificare che in queste ultime spese non siano incluse anche quelle relative al vitto e alloggio.


E’ sempre necessario il riconoscimento dell’handicap ai sensi della legge 104 del 5.2.1992 nonché la ripartizione delle somme pagate tra spese mediche e di assistenza specifica e spese relative al vitto e alloggio.
SOLE 24 ORE- inserto dell’11 giugno 2004
 

 


LA RICHIESTA DI CONTRIBUTI PER I PORTATORE DI HANDICAP

Con riferimento alla legge 13 del 9 gennaio 1989 e alla circolare esplicativa del 22 giugno 1989 emanata dal Ministero dei Lavori Pubblici, vorrei avere chiarimenti in merito al caso seguente. Una persona riconosciuta invalida civile al 100% con indennità di accompagnamento, acquista un edifico privato da ristrutturare in un comune diverso da quello di residenza, e presenta domanda di contributo al sindaco del comune dove sorge l'edificio, dopo aver eseguito le opere per eliminare le barriere architettoniche presenti.
Tenuto conto che la domanda deve essere presentata entro il 1° marzo di ogni anno e deve riguardare opere non ancora esistenti o in corso di esecuzione, avviene la non concessione del contributo richiesto. L'interessata segnala l'impossibilità a seguire le modalità previste dalla normativa per ottenere il beneficio, in quanto la domanda è da indirizzare al sindaco del comune di residenza e la disabile non può avere la residenza senza l'agibilità dell'immobile.

L'articolo 11 della legge 13/89 stabilisce che "gli interessati debbono presentare domanda al sindaco del comune in cui è sito l'immobile (non dove hanno la residenza) con l'indicazione delle opere da realizzare e della spesa prevista".
E' anche vero, però, che la circolare ministeriale 22 giugno 1989, n. 1669 al punto 4.2 precisa che le domande devono essere presentate dal portatore di handicap "per l'immobile nel quale egli ha la residenza abituale".
Si tratta, comunque, di indicazione che non ha la forza di legge e anche contraddetta dalle note allegate al fac simile della dichiarazione sostitutiva di atto notorio ove viene precisato:
"Si deve indicare l'effettiva e stabile dimora del richiedente che può anche non coincidere con la sua residenza anagrafica". Pertanto, è da ritenere prevalente il contenuto dell'articolo 11della legge 13/89 sopra citato che ha anche una sua logica specialmente in situazioni come quella in esame e, conseguentemente, è possibile inoltrare la richiesta di contributo; unico limite è quello che la domanda deve, per evidenti motivi, essere presentata prima di dare inizio ai lavori, pena la perdita del diritto al contributo.
L’esperto risponde- Il Sole 24 ore- 17 maggio 2004




COSA SI INTENDE PER DEDUCIBILITA’ E DETRAIBILITA’
DI UNA SPESA DAL PROPRIO REDDITO

La deducibilità consente di sottrarre le spese sostenute e documentate dal reddito complessivo.
La detraibilità si ha quando è possibile detrarre dall’imposta lorda che si deve allo Stato una percentuale delle spese sostenute.

 



LA DISTRIBUZIONE DELLE FERIE DELLA COLF AD ORE

Il rapporto di lavoro domestico, come quello della colf, è disciplinato, oltre che dal Codice Civile (articoli 2240-2246), anche dal contratto collettivo per il lavoro domestico.
Il contratto prevede, all’art. 20, che indipendentemente dalla durata dell’orario di lavoro, il lavoratore ha diritto a un periodo annuale di ferie di 26 giorni lavorativi.
Le ferie potranno essere frazionate in non più di due periodi all’anno e dovranno essere fissate, ferma restando la possibilità di diverso accordo tra le parti, fra giugno e settembre.
Inoltre, nel caso di collaboratrice domestica di cittadinanza non italiana che abbia necessità di godere di un periodo di ferie più lungo, al fine di utilizzarlo per un rimpatrio non definitivo, su sua richiesta e accordo del datore di lavoro, è possibile l’accumulo delle ferie nell’arco massimo di un biennio.
La retribuzione spettante ad una colf a ore per il periodo di ferie deve essere proporzionato all’entità della retribuzione corrisposta e  cioè, secondo la disciplina collettiva del lavoro, sarà pari a un ventiseiesimo della retribuzione mensile globale di fatto corrisposta per ciascun giorno di ferie.
IL SOLE 24 ORE- aprile 2004





DEDUZIONI DI SPESE MEDICHE E DI ASSISTENZA SPECIFICA

Le spese mediche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sono deducibili per l’intero dal reddito complessivo del contribuente che ha sostenuto dette spese per sé o per i soggetti indicati nell’articolo 433 C.C. (coniuge, figli legittimi, legittimati, adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle), se fiscalmente a carico.

 



SPESE DI ASSISTENZA SPECIFICA DEDUCIBILI

La normativa in vigore (articolo 10 del Tuir) prevede la deducibilità delle spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, sostenute dai soggetti indicati nell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Le istruzioni a Unico 2003 precisano che si intendono spese di assistenza specifica quelle relative:
-         all’assistenza infermieristica e riabilitativa;
-        al personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
-         al personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
-         al personale con la qualifica di educatore professionale;
-         al personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.
S
i tratta di prestazioni riconosciute come sanitarie dall’ordinamento giuridico.

L’esperto risponde- Il Sole 24 ore- 1° febbraio 2004


DETRAZIONE DI SPESE MEDICHE E DI ASSISTENZA SPECIFICA

E’ possibile detrarre le spese sanitarie eccedenti lire 250.000 sostenute a favore di familiari (coniuge, figli ed altri familiari) non fiscalmente a carico affetti da patologie che danno titolo all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria – esenzione ai sensi del DPR 329/99.
Il contribuente può usufruire della detrazione del 19% sulla parte che non trova capienza nell'imposta dovuta da parte del soggetto affetto dalle predette patologie e la detrazione del 19% deve essere calcolata su un importo massimo della spesa pari a Euro 6.197,48.
La detrazione si effettua per le sole spese riguardanti la patologia.

 




ASSISTENZA INFERMIERISTICA DEDUCIBILE PER L'INVALIDO

E' legittimo mettere in detrazione nel modello 730 le spese infermieristiche (regolare fattura che attesta la tipologia di spesa) del genitore portatore di patologie riconosciute in base alla legge 104/92, ricoverato in casa di riposo, visto che il familiare (titolare di pensione minima più accompagnamento) non è soggetto a tassazione alcuna?

Le spese sostenute per l'assistenza specifica (deve trattarsi di prestazioni di personale paramedico abilitato, per esempio infermieri professionali) a persona riconosciuta invalida e portatrice di handicap (ai sensi dell'art. 3 della legge 104/92) sono interamente deducibili dal reddito complessivo (articolo 10, lettera b, DPR 917/86. E' possibile la deduzione anche se il familiare non è a carico fiscalmente. In questo caso, l'intestazione del documento di spesa deve essere riferita al soggetto stesso (genitore portatore di handicap).
L’esperto risponde- Il Sole 24 ore- 17 maggio 2004

 



ASSISTENZA INDIRETTA: RIMBORSO DI SPESE PER CURE

La Cassazione ha stabilito che il rimborso delle spese per cure effettuate privatamente non è possibile se la richiesta è per metodiche più avanzate di quelle del Servizio Sanitario Nazionale, quando quelle garantite dallo Stato sono ugualmente efficaci.

Corriere salute del 11/01/2004

 



DEDUCIBILITA’ AI FINI DELLE IMPOSTE SUL REDDITO
DELLE EROGAZIONI A FAVORE DI ASSOCIAZIONI ONLUS

Le erogazioni in denaro a favore di associazioni ONLUS sono:
-         detraibili dall’IRPEF nella misura del 19% per importi non superiori a Euro 2.065,83 per le persone fisiche (privati), quando le erogazioni sono effettuate tramite banca, posta o comunque in uno dei modi previsti dall’articolo 23 del Decreto Legislativo 9/97, n. 241 nei casi di pagamento con mezzi diversi dal contante (carte di debito, credito e prepagate, assegni bancari e circolari ovvero con altri sistemi di pagamento);
-         deducibili dal reddito d’impresa per un importo non superiore a Euro 2.065,83 o al 2% del reddito d’impresa dichiarato.




RICONOSCIMENTO DI HANDICAP (L.104/92): BENEFICI FISCALI

Per tutti coloro che hanno riconosciuto l’handicap ai sensi della legge 104 del 5 febbraio 1992, le spese sanitarie specifiche, incluse quelle infermieristiche domiciliari, sono deducibili dal reddito.





SOPPRESSIONE DELL’IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI

E’ prevista la totale soppressione dell’imposta per le successioni.
L’imposta è abolita anche per le donazioni e altre liberalità a favore del coniuge, dei parenti in linea retta ovvero degli altri parenti entro il quarto grado, nonché in tutti i casi in cui il valore della quota non superi gli Euro 180.759,91 (Lire 350.000.000).
Per quanto riguarda le donazioni l’esclusione dell’imposta è subordinata al grado di parentela e all’importo che non deve essere superiore a Euro 180.759,91 (Lire 350.000.000).

 

AGEVOLAZIONI FISCALI PER I MEZZI DI LOCOMOZIONE

Coloro a cui sia stata riconosciuta l’invalidità civile e/o l’handicap grave possono ottenere:

per mezzi di locomozione (auto e motoveicoli)

  • la possibilità di detrarre dall’IRPEF il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto;

  • l’IVA agevolata al 4%;

  • l’esenzione permanente dal pagamento del bollo auto;

  • l’esenzione dell’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

per gli altri mezzi di ausilio e i sussidi tecnici ed informatici

  • la possibilità di detrarre dall’IRPEF il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto;

  • l’IVA agevolata al 4%.

CHI HA DIRITTO ALLE AGEVOLAZIONI
Hanno diritto a tali agevolazioni direttamente le persone con disabilità o i loro familiari che li abbiano fiscalmente a carico.
Le agevolazioni fiscali previste, le modalità per usufruire di tali agevolazioni e la documentazione richiesta variano a seconda del tipo di disabilità.
Le tipologie di disabilità sono le seguenti:
- disabilità motorie;
- disabilità motorie con gravi difficoltà di deambulazione;
- disabilità sensoriali (non vedenti e sordomuti).

CONDIZIONI PER USUFRUIRE DELLE AGEVOLAZIONI
Disabili motori:
Nel caso in cui la disabilità motoria non comporti una grave limitazione delle capacità di deambulare o non dipenda da una pluriamputazione, gli interessati, o i familiari che li abbiano a carico fiscalmente, devono obbligatoriamente adattare il mezzo di trasporto quale condizione per accedere ai benefici fiscali.
Rientrano nella categoria dei disabili motori:
-         i disabili titolari di patenti speciali con ridotte o impedite capacità motorie con l’obbligo di utilizzare particolari dispositivi di guida;
-         i disabili che abbiano richiesto la patente speciale e che sono in possesso di idoneità alla guida;
-         i disabili motori che per la natura della loro menomazione o perché minorenni non possono conseguire la patente di guida speciale e che quindi devono essere trasportati o accompagnati da terzi.

L’auto adattata
I veicoli destinati al trasporto di disabili devono essere opportunamente adattati con almeno uno dei dispositivi previsti dal Ministero dei Trasporti:
-     pedana sollevatrice ad azione meccanica-elettrica-idraulica;
-         scivolo a scomparsa ad azione meccanica-elettrica-idraulica;
-         braccio sollevatore ad azione meccanica-elettrica-idraulica;
-         paranco ad azionamento meccanico-elettrico-idraulico;
-         sedile scorrevole-girevole simultaneamente, atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo;
-         sistema di ancoraggio delle carrozzelle con annesso sistema di ritenuta del disabile (cinture di sicurezza);
-         sportello scorrevole;
-         altri adattamenti non elencati, purché vi sia collegamento funzionale con l’handicap.
Si considera ad ogni effetto adattata anche l’auto dotata di dispositivi di serie (esempio cambio automatico).
Gli adattamenti, che debbono sempre risultare come prescrizione nella patente di guida o nel foglio rosa, possono riguardare sia le modifiche ai comandi di guida, sia solo la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo, per mettere il disabile in condizioni di accedervi. Devono tuttavia essere effettivi adattamenti caratterizzati da un collegamento permanente al veicolo.

Disabili motori con gravi difficoltà di deambulazione:
Le persone con disabilità motoria che comporti una grave difficoltà di deambulazione o che derivi da una pluriamputazione, non devono obbligatoriamente adattare il veicolo per poter accedere alle agevolazioni fiscali. Tali condizioni devono essere dimostrate esibendo il certificato handicap grave rilasciato dalla ASL competente, ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della legge 104/92. Questo documento non va confuso con il certificato di invalidità.

Disabili psichici e mentali:
Le persone con disabilità mentale e psichica hanno diritto alle agevolazioni fiscali sui mezzi di trasporto senza l’obbligo di adattamento del veicolo.
Il disabile deve essere invalido civile titolare di indennità di accompagnamento.
Non beneficiano di tali agevolazioni i disabili titolari di indennità di frequenza.

Disabili non vedenti e sordomuti:
I non vedenti e i sordomuti hanno diritto alle agevolazioni fiscali sui mezzi di trasporto anche se non adattati al trasporto.
I non vedenti e i sordomuti possono accedere ai benefici solo in caso di acquisto di autovetture, autoveicoli per il trasporto promiscuo o per il trasporto specifico del disabile, sono esclusi i motoveicoli.
Non è prevista per i disabili non vedenti e sordomuti l’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.
 

IL TIPO DI VEICOLO
Le agevolazioni fiscali previste per il settore auto possono essere riferite ai seguenti veicoli:
-         autovetture
-         motocarrozzette
-         autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo, o per il trasporto specifico del disabile.
 

IRPEF - LA DETRAIBILITA’ DELLE SPESE PER L’ACQUISTO DEI MEZZI DI LOCOMOZIONE
SPESE DI ACQUISTO
Le spese riguardanti l’acquisto dei mezzi di locomozione e dell’eventuale adattamento danno diritto ad una detrazione IRPEF pari al 19% del loro ammontare da far valere al momento della denuncia dei redditi.
La detrazione compete una sola volta (cioè per un solo veicolo) nel corso di un quadriennio e nei limiti di un importo di 35 milioni (su cui calcolare la detrazione del 19%).
E’ possibile riottenere il beneficio per acquisti effettuati entro il quadriennio, qualora il primo veicolo beneficiato risulti precedentemente cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
In caso di furto, la detrazione per il nuovo veicolo che venga riacquistato entro il quadriennio spetta, sempre entro il limite di 35 milioni, al netto dell’eventuale rimborso assicurativo.
Si può fruire dell’intera detrazione per il primo anno, ovvero si può optare, alternativamente, per la ripartizione della stessa in quattro quote annuali di pari importo.
SPESE PER RIPARAZIONI
Oltre che per le spese di acquisto, la detrazione spetta anche per le riparazioni, escluse quelle di ordinaria manutenzione. Anche in questo caso la detrazione ai fini IRPEF spetta per una sola volta nel corso del quadriennio.
Sono esclusi anche i costi di esercizio quali il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante.

IVA - LE AGEVOLAZIONI PER IL SETTORE AUTO
E’ applicabile l’IVA al 4% anziché al 20%:

·        all'acquisto di autovetture, motocarrozzette, autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo o per trasporto specifico del disabile, aventi cilindrata fino a 2000 centimetri cubici, se con motore a benzina, e a 2800 centimetri cubici se con motore diesel.

L'I.V.A. ridotta per l'acquisto di veicoli si applica, senza limiti di valore, per una sola volta nel corso di quattro anni, salvo riottenere il beneficio per acquisti entro il quadriennio, qualora il primo veicolo beneficiato sia stato precedentemente cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico.
A partire dal 2001, le spese per l’acquisto di Caravan potranno essere detratte in sede di denuncia dei redditi. Non è però prevista per il Caravan l’IVA agevolata al 4%, sugli stessi veicoli si applica l’IVA al 20%.

L'ESENZIONE PERMANENTE DAL PAGAMENTO DEL BOLLO AUTO
L'esenzione dal pagamento del bollo auto (istituita a decorrere dal gennaio 1998) spetta:

  • sia quando l'auto è intestata allo stesso disabile;

  • sia quando risulta intestata ad un familiare di cui egli sia fiscalmente a carico.

L’esenzione spetta per un solo veicolo.
La targa dell'auto per la quale si chiede l’esenzione dal pagamento del bollo auto dovrà essere indicata alla competente Direzione Regionale delle Entrate (Ministero delle Finanze) competente per Provincia, al momento della presentazione della domanda.
L’esenzione del pagamento del bollo auto spetta, come per l’IVA, per l'acquisto di autovetture, motocarrozzette, autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo o per trasporto specifico del disabile, aventi cilindrata fino a 2000 centimetri cubici, se con motore a benzina, e a 2800 centimetri cubici se con motore diesel.
"L'esenzione dal pagamento del bollo auto, una volta riconosciuta per il primo anno, prosegue anche per gli anni successivi, senza che il disabile sia tenuto a rifare l'istanza e ad inviare nuovamente la documentazione".
Dal momento in cui vengono meno, però, le condizioni per avere diritto al beneficio (ad esempio, perché l'auto viene venduta), l'interessato è tenuto a comunicarlo allo stesso ufficio a cui era stata richiesta l'esenzione.
Non è necessario esporre sul parabrezza dell'auto alcun avviso circa il diritto all’esenzione dal bollo.

L'ESENZIONE DALLE IMPOSTE DI TRASCRIZIONE SUI PASSAGGI DI PROPRIETÀ
Le auto e gli altri veicoli sono esentati anche dal pagamento dell'imposta di trascrizione al Pubblico Registro Automobilistico PRA in occasione della registrazione dei passaggi di proprietà, (ad esclusione degli automezzi acquistati dai disabili non vedenti e sordomuti).
E’ dovuto solo il pagamento dell'imposta di bollo e degli emolumenti al PRA.
Il beneficio compete sia in occasione della prima iscrizione al PRA di un'auto nuova, sia nella trascrizione di un "passaggio" riguardante un'auto usata.
L'esenzione spetta anche in caso di intestazione a favore del familiare di cui il disabile sia fiscalmente a carico.
Per la richiesta di esenzione presso l'ufficio del PRA può essere utilizzato lo stesso modulo di richiesta per ottenere l’esenzione del bollo auto.

LE AGEVOLAZIONI PER I MEZZI DI AUSILIO E PER I SUSSIDI TECNICI ED INFORMATICI
Con la dichiarazione annuale dei redditi sono ammesse alla detrazione IRPEF del 19%, applicata sull'intero importo della spesa, senza cioè considerare la franchigia di Euro 129,11 (lire 250.000), le spese sostenute per:
-         trasporto in ambulanza del soggetto portatore di handicap;
-         acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
-         acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
-         costruzione di rampe per l'eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni;
-         trasformazione dell'ascensore per adattarlo al trasporto della carrozzella;
-         sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l'autosufficienza e le possibilità di integrazione dei portatori di handicap riconosciuti tali ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104/92. Sono tali ad esempio, le spese sostenute per l'acquisto di un fax, un modem o un computer.
Sono inoltre ammesse integralmente alla detrazione del 19% le altre spese riguardanti i mezzi necessari:

  •  all'accompagnamento;

  • alla deambulazione;

  • al sollevamento, dei disabili accertati ai sensi dell'articolo 3 della legge 104/92, indipendentemente dal fatto che fruiscano o meno dell'assegno di accompagnamento.

La documentazione da conservare
Ai fini della detrazione sono considerati disabili non solo i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica istituita ai sensi dell'articolo 4 della legge 104/92, ma anche tutti coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell'invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc.
I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 104/92, possono attestare la sussistenza delle condizioni personali richieste anche mediante autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge (la sottoscrizione della dichiarazione sostitutiva di atto notorio può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore).
Sia per gli oneri per i quali è riconosciuta la detrazione d'imposta sia per le spese sanitarie deducibili dal reddito complessivo occorre conservare la documentazione fiscale rilasciata dai percettori delle somme (fatture, ricevute o quietanze) per poi poterla esibire o trasmettere, a richiesta degli uffici finanziari.
Per ottenere tale detrazione è necessario conservare la seguente documentazione:
per le protesi
-         prescrizione del medico curante. In alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere a richiesta degli uffici finanziari, un'autocertificazione con la quale attesti la necessità dell’acquisto della protesi per il contribuente o per i familiari a carico e la causa per la quale è stata acquistata la protesi stessa;
-          fattura, ricevuta o quietanza del prodotto acquistato dal disabile o dal familiare cui questo è fiscalmente a carico;
per i sussidi tecnici e informatici
-         oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico e informatico è volto a facilitare l'autosufficienza e la possibilità di integrazione del soggetto riconosciuto portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 104 del 1992.

L'ALIQUOTA IVA AGEVOLATA: AUSILI, SUSSIDI TECNICI ED INFORMATICI E PROTESI
L
'aliquota agevolata per i mezzi di ausilio.
Si applica l'aliquota I.V.A. agevolata del 4% per i mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento dei disabili.

L'aliquota agevolata per i sussidi tecnici e informatici
Si applica l'aliquota IVA agevolata al 4 % ai sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l'autosufficienza e l'integrazione dei soggetti portatori di handicap di cui all'articolo 3 della legge 104 del 1992.
Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche: sia di comune reperibilità, sia appositamente fabbricati.

Deve inoltre trattarsi di sussidi da utilizzare a beneficio di soggetti limitati (o anche impediti)
- da menomazioni permanenti di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio e per conseguire una delle seguenti finalità:
 a) facilitare

  • ·        la comunicazione interpersonale

  • ·        l'elaborazione scritta o grafica

  • ·        il controllo dell'ambiente

  • ·        l'accesso all'informazione e alla cultura

b) assistere la riabilitazione.  

LA DOCUMENTAZIONE DA CONSEGNARE PER I SUSSIDI TECNICI E INFORMATICI
Per fruire dell'aliquota ridotta il disabile deve consegnare al venditore, prima dell'acquisto, la seguente documentazione:
1. specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell'ASL di appartenenza dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e informatico;
2. certificato, rilasciato dalla competente ASL, attestante l'esistenza di un'invalidità funzionale rientrante tra le quattro forme ammesse (cioè di tipo motorio, visivo, uditivo o del linguaggio) e il carattere permanente della stessa.

Per maggiori dettagli sulle agevolazioni fiscali sui mezzi di trasporto e sugli ausili e sussidi tecnici e informatici, visitate il sito http://www.handylex.org scegliendo la sezione "Agevolazioni fiscali".

 


DISABILI: PER IL BENEFICIO SERVE IL CERTIFICATO ASL (STRUMENTI DI COMUNICAZIONE: COMPUTER…)

Sono il papà di un ragazzo di 19 anni audioleso, riconosciuto invalido civile al 100% ai sensi della legge 508/88, con conseguente assegno vitalizio.
Quando ai rivenditori di strumenti di comunicazione (computer, televisori, videoregistratori) chiedo il beneficio dell’IVA al 4% come previsto dalla legge 104/92, gli stessi avanzano la pretesa di farci presentare, oltre al certificato attestante l’esistenza dell’invalidità funzionale nella forma uditiva di carattere permanente, anche la specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista della ASL di appartenenza , dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico.
A me sembra ridicolo che il legislatore abbia inteso il beneficio dell’imposta ridotta circoscrivendola ai soli mezzi terapeutici (protesi ecc…) forniti gratuitamente dalla ASL piuttosto che riferirla più in generale ai soggetti riconosciuti invalidi totali.

 L’articolo 2, ai commi 2 e 3 del DM 14 marzo 1998– determinazione delle condizioni e delle modalità alle quali è subordinata l’applicazione della aliquota IVA ridotta del 4% ai sussidi tecnici ed informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti portatori di handicap- prevede che:
“2. I soggetti portatori di handicap, ai fini dell’applicazione dell’aliquota del 4%, per la cessione dei sussidi tecnici ed informatici effettuata direttamente nei loro confronti, producono il certificato attestante l’invalidità funzionale permanente rilasciato dall’Unità Sanitaria Locale competente e la specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista della Azienda Sanitaria Locale di appartenenza dalla quale risulti il collegamento funzionale tra il sussidio tecnico e informatico e la menomazione di cui sopra.
3. La documentazione prevista nel precedente comma è prodotta al cedente anteriormente all’effettuazione della cessione”.

IL SOLE 24 ORE DEL 15.02.2004





SE IL DISABILE SI DIMENTICA DI SCALARE L’AUTOVETTURA

Ho comprato un auto due anni fa e l’ho adattata alle mie esigenze essendo disabile con ridotte capacità motorie.
Non ho fruito di nessuna agevolazione. Navigando sul sito dell’agenzia delle Entrate ho potuto constatare che potevo avere, tra le altre, una detrazione del 19% ai fini IRPEF da utilizzare in una unica soluzione o in quattro rate.
Vorrei sapere, nonostante siano passati due anni dall’acquisto, se posso recuperare la detrazione, ovviamente partendo dalla terza rata.

Le istruzioni al modello 730 del 2003 precisano, in primo luogo, che la detrazione in parola può essere calcolata su un importo massimo di spesa di Euro 18.074,90 e che spetta una sola volta in un periodo di quattro anni.
Ciò detto, il meccanismo previsto dalla legge prevede che la detrazione possa essere ripartita in quattro quote annuali di pari importo, partendo dall’anno di imposta in cui la spesa è stata sostenuta.
In questo caso, indicando nel rigo E4 del modello 730/2003 il numero 1 nell’apposita casella, si poteva segnalare che si voleva fruire della prima rata.
Questa indicazione è mancata nel modello 730 dell’anno in cui la spesa è stata sostenuta, e, a tal fine, va detto che la norma prevede un’opzione irrevocabile circa la modalità di detrazione della spesa sostenuta, opzione che nel caso concreto non è stata esercitata.
A questo fine, può essere utile richiamare un precedente ufficiale su un tema analogo.
Con la circolare 95/E del 12 maggio 2000, l’amministrazione delle Finanze ha affermato che nell’ipotesi in cui il contribuente che ha eseguito i lavori  di ristrutturazione nel corso dell’anno 1998, pur ottemperando agli obblighi previsti ai fini della fruizione della detrazione d’imposta del 41%,… non ha indicato nella dichiarazione dei redditi presentata l’importo delle spese sostenute e il numero di rate prescelte, può fruire dell’agevolazione relativamente alla seconda rata presentando la dichiarazione dei redditi relativa, indicando il numero della rata nella corrispondente casella.
Si tratta di capire se, nell’ipotesi prospettata dal lettore, può essere adottata una soluzione analoga a quella appena citata nel caso di omessa indicazione nella prima dichiarazione dell’opzione per la ripartizione della detrazione relativa alle spese sostenute per la ristrutturazione di immobili, pur nella diversità delle due fattispecie.
Sul punto, va però detto che la soluzione adottata nella circolare del 2000 appare coerente con il fatto che il contribuente era costretto a rateizzare la detrazione (in cinque o 10 anni in base alla disciplina vigente nel 1998) per le spese di ristrutturazione, mentre nell’ipotesi di cui al quesito la stessa poteva anche essere fruita per l’intero anno in cui la spesa è stata sostenuta.
Inoltre, sotto il profilo degli adempimenti richiesti nella fase preliminare a quella di sostentamento della spesa medesima, nel caso di cui alla circolare, pur essendo stata omessa l’indicazione in dichiarazione dell’opzione per il numero di rate, erano stati posti in essere tutti gli altri adempimenti preliminari previsti dalla legge per fruire dell’istituto, adempimenti che nel caso in esame sono del tutto assenti.
In definitiva, si ritiene che la soluzione citata non si possa estendere al caso prospettato, e che occorre dare risposta negativa al quesito posto, con l’auspicio di una conferma ufficiale sul punto da parte dell’agenzia delle Entrate.

L’esperto risponde- Il Sole 24 ore- 1° febbraio 2004



AUTO: L’AGEVOLAZIONE DIPENDE DAL GRADO DI DISABILITA’

 La Commissione medica di cui all’articolo 4 della legge 194/92 mi ha giudicato handicappato perché sussistono le condizioni dell’articolo 3, comma 1 e comma 3, ritenendo non necessaria una revisione nel tempo. La commissione di prima istanza per l’invalidità civile, ai sensi dell’articolo 12, legge regionale 9 del 5 febbraio 1982, mi ha dichiarato minorato fisico con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, perciò ho ottenuto il rilascio da parte del Comune del contrassegno di posteggio per disabili.
Nonostante ciò, non posso acquistare l’autovettura con i benefici di legge né ottenere l’esenzione del bollo auto perché non necessito dell’adattamento dell’autovettura.
In seguito a quanto previsto dall’articolo 30, comma 7, legge 388/2000, ho ottenuto l’esenzione del bollo e pensavo di acquistare anche l’auto con i benefici.
Ho letto che per usufruire dei benefici fiscali si deve essere in possesso di una certificazione da cui risulti l’esistenza di una grave limitazione permanente delle capacità di deambulazione attestata dalla citata commissione in base alla circolare 46/E dell’11 maggio 2001.
La commissione medica accetterà di eseguire una visita medica in ordine ad una circolare? E’ possibile, invece, sopperire con l’autocertificazione richiamata nella medesima?

Per i disabili con ridotte o impedite capacità motorie e che non risultano, contemporaneamente, affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione il diritto alle agevolazioni continua a essere condizionato all’adattamento del veicolo.
Il problema è questo: se la commissione medica conferma il livello di disabilità indicato nel quesito, non si potrà ottenere l’agevolazione. Se la citata commissione ravvisa invece una grave limitazione della capacità di deambulazione si potranno godere i benefici in questione.
La circolare non può imporre certo la diagnosi medica, che deve fotografare la realtà sanitaria del paziente.

L’esperto risponde- Il Sole 24 ore- 9 febbraio 2004




LAVORI CON ALIQUOTA AL 4% PER ABBATTERE LE BARRIERE ARCHITETTONICHE

 Vorrei sapere se sull’installazione di un nuovo ascensore l’Iva del 4%(abbattimento delle barriere architettoniche) è ancora in vigore dopo la proroga della detrazione IRPEF del 41%.

L’Iva per tutti gli interventi diretti alla eliminazione di barriere architettoniche (ad esempio l’installazione di un ascensore con i limiti dimensionali previsti per l’accesso ai portatori di handicap) resta al 4% anche nel 2004. Infatti, l’aliquota è fissata stabilmente al 4% ai sensi dell’articolo 41 ter della Tabella A, parte II, DPR 633/72.
L’intervento fruisce anche della detrazione Irpef per i lavori di ristrutturazione (il cosiddetto 36% elevato al 41% per le spese sostenute dal 2004) di cui all’articolo 1 della legge 449/97 i cui effetti sono stati prorogati al 31 dicembre 2004 dall’articolo 2 della legge 350/2003 (finanziaria 2004).

L’esperto risponde- Il Sole 24 ore- 16 febbraio 2004





BARRIERE ARCHITETTONICHE: LA SCONTO PER LA RIMOZIONE

Nel caso di abbattimento delle barriere architettoniche, il punto 41-ter della tabella A, parte seconda del DPR 633/72, prevede l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata al 4%.
Per abbattimento di barriere architettoniche, la norma si riferisce esclusivamente all’adeguamento di opere già esistenti oppure anche alla realizzazione di opere di nuova costruzione effettuate nel rispetto della normativa urbanistica volta all’abbattimento delle barriere architettoniche (vedi DPR 503/96)?

Circa l’effettivo ambito di applicazione dell’aliquota ridotta ai fini IVA per l’abbattimento delle barriere architettoniche, si ritiene che debba essere ricondotta soltanto agli interventi e alle innovazioni sugli immobili già esistenti, poiché, in caso di nuova costruzione, gli edifici vengono progettati tenendo conto delle disposizioni normative in materia e, pertanto, non è necessario effettuare alcuna attività di “superamento” o di “abbattimento”.
Emblematico, in questo senso, il commento fatto alle operazioni in questioni dal Ministero delle Finanze, con circolare 1/E del 2 marzo 1994 che tratta delle barriere architettoniche nel paragrafo dedicato agli interventi di recupero di cui alla legge 457 del 1978.

L’esperto risponde- Il Sole 24 ore- 16 febbraio 2004




TELEFONI CELLULARI
ESENZIONE TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA

Riconoscendo che il telefono cellulare può costituire un utile strumento di comunicazione e di soccorso per le persone con disabilità, il legislatore ha disposto per gli invalidi aventi un deficit funzionale grave agli arti inferiori e per i non vedenti, una specifica esenzione dal pagamento della relativa tassa di concessione governativa che, ricordiamo, a tutt’oggi ammonta a Euro 5,16 (lire 10.000) per le utenze cosiddette residenziali (cosiddetti “family”) e a Euro 12,91 (lire 25.000) per i contratti “affari” (decreto legge 13 maggio 1991, n. 151, convertito nella legge 12 luglio 1991, n. 202). Per usufruire dell’esenzione gli interessati devono presentare al concessionario del servizio all’atto della stipula del contratto di abbonamento, una certificazione dell’Unità Sanitaria Locale attestante l’invalidità.


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