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A VERONA
TERAPIE INNOVATIVE
PER UNA STIMOLAZIONE
CEREBRALE
CONTINUA E NON
INTERMITTENTE
PRESSO I CENTRI NEUROLOGICI
DELL’AZIENDA
OSPEDALIERA UNIVERSITARIA
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Centro per i Disturbi del
Movimento
Clinica Neurologica
Ospedale Policlinico"Giambattista Rossi" (Borgo Roma)
P.le Ludovico Antonio
Scuro, 10
37134 Verona
medici responsabili
Dr.ssa Emiliana Fincati
Dr.ssa Laura Bertolasi
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Centro per i Disturbi del
Movimento
Unità Operativa di
Neurologia
Ospedale Civile Maggiore
(Borgo Trento)
P.le Aristide Stefani, 1
37126 Verona
medici responsabili
Prof. Michele Tinazzi
Dr.ssa Sarah Ottaviani
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Trattamento chirurgico: la stimolazione cerebrale
profonda (DBS)
Due
Centri neurologici per migliorare i percorsi diagnostici e terapeutici
Strategie terapeutiche innovative per una stimolazione dopaminergica
continua
Informazioni

TRATTAMENTO CHIRURGICO
LA STIMOLAZIONE CEREBRALE PROFONDA (DBS)
La storica tradizione nel trattamento chirurgico della
malattia di Parkinson e la grande esperienza nel campo della Neurochirugia
Stereotassica, patrimonio culturale e tecnico dell’Azienda
Ospedaliera Universitaria, hanno costituito i logici presupposti a che la
stimolazione cerebrale profonda (DBS) divenisse una realtà consolidata a
Verona.
Dopo un periodo di preparazione specifica dei componenti del team,
attraverso stages nei principali centri europei esperti in DBS e
l’adeguamento alle innovazioni tecnologiche delle attrezzature
neurochirurgiche, questo intervento viene ora regolarmente eseguito a
Verona, grazie alla presenza di un gruppo altamente specializzato e
coordinato di operatori.
La
Neurostimolazione Cerebrale Profonda (Deep Brain Stimulation: DBS)
Con la metodica della Stimolazione Cerebrale Profonda
(Deep Brain Stimulation: DBS) si possono ottenere risultati sul
controllo dei sintomi invalidanti della fase avanzata della malattia di
Parkinson.
Essa consiste nella possibilità di modulare sul piano funzionale
l’iperattività di alcuni nuclei del sistema extrapiramidale, che è
responsabile dei principali sintomi della malattia, utilizzando uno stimolo
elettrico, invece che sostanze farmacologiche.
Ciò si ottiene posizionando,
a livello dei nuclei subtalamici, due elettrodi che erogano in maniera
continua uno stimolo elettrico, in grado di “disturbare” l’attività
cellulare anomala e perciò ridurre o eliminare il tremore, la rigidità e la
bradicinesia.
I pazienti candidati
I candidati alla DBS costituiscono circa il 10% della
popolazione parkinsoniana, sono soggetti relativamente giovani e sani
(limite di età 70 anni), con severe complicanze da levodopa, con una
eccellente risposta alla terapia, ma di breve durata, con funzioni cognitive
e mentali integre e imaging neuroradiologico normale.
Le fasi dell’intervento di DBS
L’intervento avviene in stereotassi: in anestesia
locale, viene fissato al cranio del paziente un casco metallico, con il
quale il soggetto viene sottoposto allo studio neuroradiologico attraverso
cui si individuano le coordinate del bersaglio (nuclei subtalamici); si
inizia poi l’intervento vero e proprio, praticando un foro nella volta
cranica, attraverso cui viene inserito un elettrodo che viene fatto avanzare
nell’encefalo fino al nucleo subtalamico.
Contemporaneamente, il neurofisiologo registra l’attività cellulare finché
si ha la certezza che l’attività neuronale è quella del nucleo subtalamico.
Si stimola poi quell’area per verificare gli effetti clinici, dato che il
paziente è sveglio ed in grado di collaborare attivamente con il neurologo.
Una volta stabilito il sito che garantisce la maggior efficacia sul piano
clinico ed i minori effetti indesiderati, viene inserito l’elettrodo
definitivo.
L’intervento, che dura complessivamente dalle 6 alle 10 ore,
viene eseguito bilateralmente ed è seguito, il giorno dopo, dal collegamento
(in anestesia generale) degli elettrodi ad una pila, che viene intascata a
livello sub-claveare.
Si stabiliscono poi i parametri di stimolazione
elettrica, mediante l’utilizzo di una testina magnetica esterna, finché non
si ottenga un risultato soddisfacente stabile, che si raggiunge in media
entro i tre-sei mesi dall’intervento. I blocchi motori, le distonie off e i
sintomi non motori correlati all’off vengono controllati pressoché
completamente; le discinesie vengono ridotte o eliminate in virtù della
stimolazione continua e della riduzione /sospensione della levodopa che la
DBS consente.
Va ben tenuto presente che l’effetto della DBS è comunque
sintomatico, analogo e non superiore a quello della levodopa, ma è in grado
di controllare in modo soddisfacente gli effetti indesiderati del farmaco,
che sono più invalidanti, spesso, degli stessi sintomi della malattia; il
rapporto beneficio/rischio è a favore dei soggetti giovani (rischio globale
di mortalità e morbilità connesso alla procedura nel suo insieme: 2%).
L’èquipe chirurgica
Il team multidisciplinare operante all’interno
dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona è costituito:
-
dai neurochirurghi stereotassici: Dr. Michele Longhi e Dr. Antonio
Nicolato, coordinati dal Prof. Massimo Gerosa;
- dai
neurologi coordinati dalla Dr.ssa
Emiliana Fincati;
- dai neurofisiologi coordinati dalla
Dr.ssa
Laura Bertolasi;
- dai neuropsicologi
e dalle psicologhe coordinati dalla Dr.ssa Maria Pampanin, dal Dr. Giuseppe Bambina;
- dagli psichiatri:
Dr. Andrea Cipriani;
- dal neuroradiologo:
Dr. Franco Alessandrini.


DUE CENTRI NEUROLOGICI
PER MIGLIORARE I PERCORSI DIAGNOSTICI E TERAPEUTICI DELLA MALATTIA DI
PARKINSON
Nella
struttura dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona sono da anni operanti due Centri Neurologici
dedicati alla Diagnosi e al Trattamento della Malattia di Parkinson e ai
Disordini del Movimento le cui sedi sono presso:
- la
Clinica Neurologica dell'
Ospedale Policlinico"Giambattista Rossi" (Borgo Roma);
- l'Unità Operativa di Neurologia
dell'Ospedale Civile Maggiore (Borgo Trento).
DIAGNOSI
Per quanto riguarda gli aspetti diagnostici della malattia di Parkinson,
presso la Medicina Nucleare, diretta dal Dr. Piergiorgio Giorgetti, è
disponibile la SPET per recettori dopaminergici, una metodica di medicina
nucleare che viene utilizzata per la conferma diagnostica della Malattia di
Parkinson e per la valutazione della progressione della malattia.
ATTIVITA’ AMBULATORIALE
I due Centri, diretti dalla Dr.ssa Emiliana Fincati, dalla Dr.ssa Laura
Bertolasi, dal Prof. Michele Tinazzi e dalla Dr.ssa Sarah Ottaviani,
svolgono attività ambulatoriale divisionale dedicata e offrono un servizio
di reperibilità telefonica per problematiche urgenti, con possibilità, nei
casi indicati, di ricovero d’urgenza o programmato nelle Unità Neurologiche
dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona.
AMBULATORIO FISIATRICO
E’ inoltre operativo un Ambulatorio Fisiatrico, diretto dal Dr. Nicola
Smania, dove i pazienti vengono visitati per valutare il grado di disabilità
e successivamente inseriti in un programma riabilitativo, in cui vengono
effettuati esercizi mirati alla compensazione dei disturbi maggiormente
disabilitanti (bradicinesia, instabilità posturale, rigidità, disfagia) e
forniti consigli riguardo la gestione di attività della vita quotidiana.
GENETICA: LA BANCA DEL DNA
E’ stata anche attivata una Banca del DNA, per la raccolta dei prelievi
ematici di pazienti affetti da Malattia di Parkinson familiare, ereditario o
ad esordio giovanile, per la diagnosi genetica di tali forme, con la
collaborazione dell’Istituto Genetico di Roma e del Consorzio Europeo di
Genetica di Rotterdam (Prof.ssa Enza Maria Valente e Prof. Vincenzo Bonifati).

STRATEGIE TERAPEUTICHE INNOVATIVE
PER UNA STIMOLAZIONE DOPAMINERGICA CONTINUA
Per quanto riguarda gli aspetti terapeutici, in questi anni sono stati messi
a punto protocolli innovativi di terapie per il trattamento della Malattia
di Parkinson in fase avanzata.
I problemi della fase
avanzata della malattia
La fase avanzata, definita anche sindrome da trattamento
a lungo termine con levodopa è caratterizzata da una risposta instabile alla
terapia, che non è efficace durante tutto l’arco della giornata.
Si ipotizza che la somministrazione discontinua della
levodopa determini una stimolazione irregolare e non fisiologica dei
recettori.
In questa fase sono presenti complicanze motorie e non-motorie, in parte
dipendenti dalla progressione della malattia e in parte dal trattamento con
levodopa, caratterizzate da blocchi motori, movimenti involontari
(discinesie) o posture fisse degli arti (distonie), senso di angoscia,
dispnea, tachicardia, sudorazione profusa.
Stimolazione
continua alla base del trattamento
Il presupposto teorico del trattamento sintomatico della fase complicata
consiste nell’operare una stimolazione dopaminergica continua e non
intermittente, come invece è quella prodotta da un farmaco a breve emivita,
quale la levodopa.
Tre sono le principali modalità di stimolazione continua del sistema
dopaminergico, efficaci nel controllo dei sintomi della fase avanzata:
a) la somministrazione continua di apomorfina per via sottocutanea
tramite pompa;
b)
la somministrazione della levodopa in gel (Duopopa), tramite una pompa
portatile, program-mabile, collegata ad un sondino gastro-duodenale;
c) la stimolazione cerebrale profonda dei nuclei subtalamici (DBS) che
comporta una neuro-stimolazione continua.
Tutti questi trattamenti sono disponibili presso i due Centri e vengono
effettuati in regime di ricovero, per la determinazione accurata dei
parametri efficaci e l’addestramento del paziente e dei familiari.
La tossina botulinica
Per la gestione di specifici problemi, quali la
scialorrea, il blefarospasmo e l’aprassia dell’apertura delle palpebre, le
distonie, i crampi, il tremore, alcune forme particolari di disfagia, i
disturbi della minzione e dell’evacuazione da iperreflessia sfinterica,
presso il Servizio di Neurofisiologia (Dr.ssa Laura Bertolasi) viene
effettuato il trattamento con tossina botulinica.


INFORMAZIONI
Sono disponibili a fornire informazioni attinenti il
trattamento chirurgico ed i trattamenti terapeutici:
Dr.ssa
EMILIANA FINCATI
(TEL 0458074678; cellulare 3486701486; eMAIL
emiliana.fincati@azosp.vr.it)
Prof. MICHELE TINAZZI
(TEL 0458072690;
cellulare
3281168142; eMAIL
micheletinazzi@libero.it)

Dr.ssa Emiliana Fincati
Dipartimento di Scienze Neurologiche e della Visione, Sezione di
Neurologia Clinica,
Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona
Prof. Michele Tinazzi
Dipartimento di Scienze Neurologiche e della Visione, Sezione di
Neurologia Riabilitativa e Unità Operativa di Neurologia Ospedale Civile
Maggiore, Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona
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